Flip d’autunno

Ingredienti per 1 cocktail

  • gr 40 di purea di zucca
  • cl 10 di succo di mela
  • gr 10 di sciroppo di cocco
  • cl 5 di succo di limone
  • noce moscata
  • ghiaccio

Preparazione

Mescolate tutti gli ingredienti in uno shaker e shakerate per circa 20 – 30 secondi.

Filtrate e versate in un bicchiere con uno stelo.

Servite spolverizzando con noce moscata grattugiata.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Crema Integrale alla Curcuma con Olio di Mandorla
Da agricoltura biologica

Voto medio su 8 recensioni: Da non perdere

€ 7,60

Ceci croccanti

Ingredienti per 4 persone

  • gr 250 di ceci cotti
  • 3-4 rametti di timo
  • olio evo
  • sale marino integrale
  • pepe o peperoncino

Preparazione

Mettete i ceci ad asciugare su più fogli di carta assorbente da cucina sovrapposti.

Foderate la placca da forno con un foglio di carta da forno.

Stendetevi sopra i ceci, spolverizzateli con un pizzico di sale e di pepe (o peperoncino) e aggiungete le foglioline dei rametti di timo.

Irrorate i ceci con poco olio, mescolate e cuoceteli in forno già caldo a 200 gradi per circa 30 minuti finché saranno croccanti, mescolando per almeno 2-3 volte.

Sfornate e lasciate raffreddare, poi servite.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Komo Mix+ - Blender color Panna
Design eccezionale, produzione sostenibile, lavorazione di alta qualità
€ 519,00

Riso all’uva nera

Ingredienti per 4 persone

  • gr 300 di riso Vialone Nano
  • gr 500 di uva nera
  • 1 scalogno
  • dl 1,5 di vino rosso
  • brodo vegetale (la ricetta per prepararlo in casa la trovate a questo link)
  • 1 cucchiaino di amido di mais
  • 1 rametto di rosmarino
  • olio evo
  • sale marino integrale
  • pepe

Preparazione

Sgranate l’uva, lavatela e asciugatela. Tenete da parte qualche chicco per decorare.

Disponete metà degli acini bello schiacciapatate e spremete il succo in una ciotola e mescolatelo con il vino. Tagliate a metà gli acini rimasti ed eliminate i semi.

Fate appassire lo scalogno tritato in 3 cucchiai d’olio con 1 pizzico di sale e 2 cucchiai d’acqua a fuoco basso per 5-6 minuti, finché sarà morbido.


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Aggiungete il riso e tostatelo a fuoco medio per 2-3 minuti, mescolando. Irrorate con il mix di vino e succo d’uva appena scaldato e lasciate evaporare.

Versate 2 mestoli di brodo vegetale bollente, mescolate e proseguite la cottura per 16-18 minuti, unendo 1 mestolo di brodo caldo quando il precedente sarà evaporato, mescolando ogni volta.

L’ultima volta che aggiungerete il brodo, unite anche gli acini d’uva.

Quando il riso sarà al dente, diluite l’amido con 2 cucchiaini di acqua fredda e incorporatelo al risotto, regolate di sale e pepe e spegnete. Coprite e fate riposare per 1 minuto.

Servite il risotto decorando con l’uva rimasta e un ciuffetto di rosmarino.

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Macinacereali "Fidibus 21" - Mulino per Cereali
Piccolo ma potente!
€ 329,00

Treccia di brioche al succo di mela

Ingredienti per 8/10 persone

  • gr 400 di farina 0
  • gr 15 di lievito di birra fresco
  • gr 50 di margarina a temperatura ambiente
  • gr 30 di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di cannella in polvere
  • 2,5 dl di succo di mela bio
  • 3 cucchiai di latte vegetale
  • sale marino integrale

Preparazione

Sciogliete il lievito di birra e 1 cucchiaino di zucchero in 4-5 cucchiai di succo di mela tiepido.

Versate in una ciotola la farina, formate un incavo e versate lo zucchero rimasto, la cannella e il lievito preparato, quindi spolverizzate sui bordi un pizzico di sale.

Iniziate a lavorare incorporando il succo di mela tiepido, infine impastate per almeno 4-5 minuti, fino a ottenere un composto omogeneo.

Incorporate la margarina, poco per volta, e continuate a lavorare per 2-3 minuti.


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Trasferite il composto in una ciotola, copritelo e lasciatelo lievitare in un luogo tiepido per almeno 1 ora, o finché sarà raddoppiato di volume.

Lavorate l’impasto lievitato per sgonfiarlo. Dividetelo in tre parti e fatele rotolare sul piano di lavoro infarinato, formando tre lunghi filoni. Intrecciateli per creare la brioche, quindi trasferitela sulla placca foderata con carta da forno.

Spennellatela con il latte vegetale, spolverizzatela con lo zucchero e lasciatela lievitare per 20 minuti.

Cuocete la brioche in forno già caldo a 200 gradi per 20 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare.

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Trompetol XQ+ - Erba di Canapa
Qualità superiore, varietà dioica,solo piante femmine
€ 24,15

Mele in crosta

Ingredienti per 4 persone

  • 4 mele gold
  • 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare vegan
  • 2 cucchiai di latte vegetale

Preparazione

Come prima operazione dovete sbucciare le mele lasciando il picciolo.

Stendete la sfoglia sul piano di lavoro e ricavate tante strisce di circa 2 cm di altezza.

Con un tagliapasta ritagliate anche 4 foglioline.

Partendo dal basso, ricoprite completamente le 4 mele con le strisce di pasta sfoglia, avvolgendole in senso orizzontale e pressando leggermente con le dita le parti di giuntura.

Spennellate la sfoglia delle mele e le 4 foglioline, poi applicatele vicino ai piccioli.

Disponete le mele sulla placca foderata con carta forno e cuocetele in forno già caldo a 180 gradi per circa 20 minuti o finché la sfoglia sarà dorata.

Servite le mele tiepide.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Vegan Finger Food
Prelibatezze da mangiare in un boccone 100% Vegan
€ 13,50

Scaloppine di seitan all’uva

Ingredienti per 4 persone

  • 8 fettine di seitan
  • gr 400 di uva bianca e nera
  • farina
  • 1 rametto di salvia
  • 1 limone bio
  • olio evo
  • sale marino integrale
  • pepe nero

 

Preparazione

Passate le fettine nella farina e scuotetele leggermente per eliminare l’eccesso.

Scaldate 4 cucchiai d’olio in una padella ampia a fuoco basso con le foglie di salvia, disponete le fettine r rosolatele 2-3 minuti per lato finché saranno dorate.

Salatele, sgocciolatele su un piatto e tenetele in caldo.

Incidete gli acini per privarli dei semi, prelevate la scorza del limone a filetti, aggiungeteli nella padella e rosolateli a fiamma media per 1-2 minuti.

Unite nuovamente le fettine di seitan, irrorate con il succo del limone e proseguite la cottura a fuoco vivo per 2-3 minuti.

Regolate di sale e spolverizzate con abbondante pepe, poi suddividete le scaloppine e l’uva nei piatti, quindi servite con le scorzette di limone.

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Seitan Bio
Facile da preparare!

Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere

€ 4,10

Risotto al curry con mele

Ingredienti per 4 persone

 

Preparazione

Ricavate le 4 fette centrali più grandi da 2 mele. Disponetele sulla placca foderata con carta da forno, spolverizzandole con un velo di zucchero e cuocetele in forno già caldo a 180 gradi per 20 minuti.

Intanto sbucciate le mele rimaste e tagliatele a tocchetti. Rosolate la cipolla tritata a fiamma bassa con 30 grammi di margarina, 2 cucchiai d’acqua e un pizzico di sale per 8-10 minuti, unendo altra acqua se il fondo si asciuga, finché sarà morbida.

Aggiungete il riso e tostatela per 2 minuti mescolando, poi irroratelo con il vino caldo e lasciate evaporare.


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Versate nella casseruola 2 mestoli di brodo bollente in cui avrete sciolto il curry e mescolate.

Proseguite la cottura a fuoco medio basso per 16-18 minuti, aggiungendo altro brodo caldo e mescolando ogni volta che il precedente sarà evaporato, finché il risotto sarà vellutato.

A metà cottura aggiungete le mele preparate.

Quando il riso sarà al dente, spegnete, regolate di sale e pepe e incorporate la margarina rimasta fredda a fiocchetti e lasciate riposare per 1 minuto.

Suddividete il risotto nei piatti utilizzando un tagliapasta di 10-12 centimetri di diametro, decorate con le mele caramellate e i rametti di timo.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Infuso "Purezza" - Barattolo
Achillea, Cardo mariano, Finocchio, Tarassaco, Salvia
€ 11,45

Peperoni ripieni al basilico e pomodorini marinati

Ingredienti

  • 1 peperone grande
  • gr 200 di pomodorini (meglio se datterini)
  • gr 110 di anacardi
  • gr 50 di rucola
  • 20 foglie di basilico
  • 2 cucchiai di capperi
  • 2 cucchiai di succo di limone biologico
  • olio evo
  • salsa tamari
  • pepe
  • sale marino integrale

Preparazione

Dividete il peperone in 4 barchette, seguendo le sue naturali scanalature, poi eliminate semi e parti bianche.

Conditele con l’olio e la salsa tamari, massaggiando bene per assicurarvi che il condimento venga distribuito in maniera uniforme sia all’interno che all’esterno.


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Disponete le barchette di peperone nell’essiccatore a 42 °C per 3 ore.

Se non avete l’essiccatore potete utilizzare per 3 ore il forno ventilato, al minimo della temperatura e con lo sportello del forno leggermente aperto.

In entrambi i casi i tempi di essiccazione potrebbero variare anche in base alla temperatura e all’umidità dell’ambiente.

Mettete gli anacardi ad ammollare in acqua fredda per 2 ore.

Condite i pomodorini ridotti in pezzetti, con olio, sale, pepe e un terzo del basilico sminuzzato finemente. Lasciateli marinare mentre preparate il resto della ricetta.

CIBO CRUDO

Risciacquate gli anacardi ammollati e frullateli con due cucchiai d’acqua, il succo di limone, mezzo cucchiaino di sale, due terzi delle foglie di rucola tagliate grossolanamente e il restante basilico sminuzzato.

Farcite ogni barchetta di peperone con la crema di anacardi al basilico e disponetevi le restanti foglie di rucola.

Scolate i pomodorini dal liquido di marinatura in eccesso e distribuiteli sulla rucola.

Aggiungete, infine i capperi, precedentemente dissalati e tritati, quindi portate subito in tavola.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Essiccatore Biosec Domus B5
Essiccatore Domestico da 5 cestelli

Voto medio su 103 recensioni: Da non perdere

€ 192

Ogni birra pretende il suo bicchiere

Amanti della divina bevanda schiumosa, o semplici bevitori casuali, quando si va in birreria o in ristoranti più avveduti, neanche a dirlo, avrete notato che la vostra birra preferita viene servita in un bicchiere particolare, diverso magari da quello del commensale che ne ha ordinata una differente dalla vostra. Il fatto non è casuale.

Non è che manchino i bicchieri puliti o che si siano distratti. La verità è che ogni birra pretende il suo bicchiere. Andiamoli a vedere, dunque, questi contenitori di vetro che hanno lo scopo di mantenere la temperatura, esaltare le qualità e il sapore, mantenere la schiuma e l’aroma.

Per prima cosa dobbiamo distinguere tra bicchieri da birra e da degustazione. I primi devono contenere oltre al volume della bevanda la sua schiuma e pertanto devono essere adeguatamente capienti. I secondi andrebbero sciacquati solo con abbondante acqua tiepida, al fine di non alterare con i detersivi il gusto.

Iniziamo questo viaggio partendo dal classico boccale, il bicchiere da birra per eccellenza: stiamo parlando del Boccale Bavarese, siedel. Il vetro molto spesso permette di mantenere più a lungo la temperatura mentre la particolare lavorazione esterna evidenzia l’effervescenza. Ottimo per la classica bionda, quindi tipo Lager e Pils, quindi a bassa gradazione.

Siamo dinanzi al bicchiere per birra più famoso al mondo. Possono contenere 20, 30, 50 cl fino a 1 litro. Da non sottovalutare l’importanza del manico, che consente di non scaldare il bicchiere e quindi il contenuto attraverso il contatto con la mano.

Il Boccale Bavarese di oggi è parente diretto del krug (brocca) o stein (pietra) che, per l’appunto, era realizzato in ceramica come la pietra, il cotto, il gres, e la porcellana, o con altri materiali come argento, legno e peltro. Un tempo erano dotati di coperchio, finemente decorati e di manifattura elevata. Il tappo era attivato da una leva che era premuta con il pollice.

Quest’accortezza era fondamentale per salvaguardare la contaminazione da insetti e sporcizia, come anche da possibili e spiacevoli intromissioni di altre persone come starnuti, sputacchi e colpi di tosse. Questi particolari e bellissimi boccali erano segno distintivo delle classi aristocratiche. Oggi fanno bella vista nei musei dedicati, nelle antiche birrerie e sugli scaffali dei negozi di souvenir.

CIBO CRUDO

Questi contenitori hanno accompagnato per molti anni il consumo della birra. Basti considerare che il vetro e la sua diffusione risalgano alla metà del XIX Secolo, grazie alla rivoluzione industriale. I primi boccali erano lisci, seguiti poi da quelli con decorazioni a fossette circolari o ovali, che ancora oggi la fanno da padrone.

Curiosi sono i termini linguistici per descrivere particolari boccali come keferloher, dal villaggio di Keferich nei pressi di Monaco, realizzato in gres ed esternamente semplice; adlerhumpen, con decorata l’aquila bicefala del Sacro Romano Impero; in Franconia era tipico il sidla da 50 cl, mentre della regione del Palatinato era lo schoppen, anche questo da mezzo litro.

Ora passiamo al Weizenglass, forma svasata, alto e stretto. Prende il nome dalla birra Weizen, di frumento e con molta schiuma. Il bicchiere è ideale per questo tipo di birre.

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Se la vostra birra preferita è molto aromatizzata, magari non filtrata, rifermentata in bottiglia, invecchiata, non pastorizzata, dalla gradazione medio alta, il bicchiere ideale è di vetro molto spesso, ideale per mantenere la temperatura. E’ il Boccale Inglese. Privo di decorazioni dal fondo alto.

Il Calice, invece, dalla base larga e abbombata e dalla parte superiore stretta, è di vetro finissimo e liscio, ideale per le birre chiare Lager e Pils, la cui limpidezza viene così esaltata.

Dalla forma semisferica, con base a stelo, e dal vetro fino e trasparente, la Coppa è destinata alle birre da degustazione dal sapore più ricco e aromatizzato.

Variante della Coppa è la Balloon è leggermente più alta e si stringe verso l’apertura. Il top per le birre da degustazione, aromatizzate, e schiumose. Ideale per le mitiche birre di abazia.

Se avete optato per una birra Alt di Dusseldorf  quello che fa per voi è un bicchiere Altglass, di medie dimensioni, dalla forma cilindrica e semplice. Il vetro è piuttosto fino per dare la sensazione della freschezza al tatto. Se invece vi siete orientati su una Kolsh di Colonia, vi serve un Kolshglass, come il precedente solo più piccolo.

Bicchiere cilindrico, stretto alla base e più largo in alto, esalta le birre molto schiumose, usato soprattutto per le birre scure, è la Colonna Conica.

Per le birre spillate alla belga (tecnica che prevede l’inclinazione del bicchiere a 45° per poi raddrizzarlo mentre si riempie, lasciando che la schiuma strabordi, rimuovendo quella che romane in eccesso con una spatola inclinata rispetto al bicchiere.

In questo modo si eliminano le bolle più grandi e si compatta la schiuma), invece, ci vuole la Colonna Biconica. Vetro liscio, spesso, dalla forma sinuosa, più stretta sotto si allarga leggermente nella parte superiore, dalla base spessa e solida. Mantiene la schiuma e la sua compattezza.

 

Concludiamo questo nostro viaggio alla scoperta dei bicchieri da birra e da degustazione più noti, con la Pinta. Un semplice cilindro dalla forma conica o con rigonfiamento dalla metà a salire, non molto spesso.  Si tratta di un vero e proprio classico.

La Pinta contiene precisamente 568 millilitri. Perfetta per le birre inglesi che vogliono poca schiuma e per mantenere la cremosità di quelle irlandesi. La sagoma originaria subisce una prima variazione nel 1948, grazie al grafico Alexander Hardie Williamson, che ha introdotto la tipica bombatura sotto l’apertura, prendendo il nome di nonik, da no nick che significa nessuna sbeccatura. Questo permette di non far toccare i bordi dei bicchieri in caso di urto.

La New Pint, più maneggevole, ha ottenuto un successo clamoroso, tanto che dal 1970 è stato il bicchiere più utilizzato. Alla Pinta inglese si affianca quella statunitense, 473 ml, e a casa nostra la Pinta romana,  di 33 cl.

Ricordiamoci sempre che il bicchiere, per non alterare il sapore e la qualità della nostra birra, andrebbe sempre raffreddato, sotto acqua corrente. Per le birre da consumare velocemente, più beverine, scegliete bicchieri sottili mentre, per le birre da gustare con calma, è bene scegliere bicchieri più spessi, in grado di mantenere temperatura e del caso schiuma.

Alla salute. Buona birra a tutte e tutti.

Articolo di Alessandro Rotondi

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Una guida step-by-step per preparare la vostra birra
€ 18

Sigari di pane carasau ripieni di fagioli borlotti alla santoreggia

Ingredienti per 4 persone

  • gr 400 di fagioli freschi sgranati
  • gr 80 di pane carasau
  • 1 cipolla
  • 2 pomodorini secchi
  • 1 mazzetto di santoreggia
  • olio evo
  • sale marino integrale
  • pepe nero

Preparazione

Cuocete i fagioli in acqua. Salateli solo a fine cottura.

Tritate la cipolla e i pomodori secchi, quindi stufateli in una padella per 10 minuti a calore medio-basso con 2-3 cucchiai d’olio.

Unite i fagioli scolati e lasciate insaporire  per qualche minuto.

CIBO CRUDO

Poco prima di lavare dal fuoco aggiungete la santoreggia tritata, salate e pepate.

Frullate il tutto fino ad ottenere una massa soda: se necessario aggiungete poca acqua di cottura dei fagioli. Lasciate insaporire.

Sciogliete un cucchiaino di sale in 2 tazze d’acqua. Adagiate, quindi, i fogli di pane carasau sul piano di lavoro e spennellateli generosamente con l’acqua salata.

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Lasciate che il pane si ammorbidisca e poi, con un coltello, ricavate 8 rettangoli di circa 15 per 10 centimetri.

Spennellate ogni rettangolo con poco olio, disponeteli al centro 2 cucchiai di paté di borlotti, quindi arrotolateli ricavando sigari di circa un centimetro e mezzo di diametro.

Sistemate i sigari in una teglia ricoperta con carta da forno e infornateli a 200° per 5 minuti finché la superficie di ciascuno diventerà croccante.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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L'associazione Amiconiglio onlus si occupa del recupero, della cura e della promozione dell'adozione di conigli, cavie, criceti, gerbilli

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Associazione Italiana Ratti

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NON PENSO AL DOMANI, PERCHÈ NON SO NEANCHE SE ARRIVO A FINE GIORNATA

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