Abete di panpepato

Natale si avvicina e continuiamo a proporvi ricette, che potrete utilizzare in questi giorni.

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Ingredienti per 6 persone

  • gr 250 di farina
  • gr 100 di zucchero semolato
  • gr 50 di zucchero di canna
  • 3 cucchiai di burro
  • 200 g di mandorle con la pellicola
  • gr 100 di gherigli di noce
  • gr 100 di arancia e cedro canditi
  • gr 100 di cioccolato fondente
  • 1 arancia
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino di grani di pepe nero
  • 3 chiodi di garofano
  • 1 grattugiata di noce moscata
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • sale marino integrale

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Preparazione

Tritate grossolanamente le mandorle. Tritate anche pepe, chiodi di garofano e la scorza di ½ arancia.

Tritate con il robot il cioccolato, spezzettato, con lo zucchero di canna, trasferitelo in frigorifero fino al momento di utilizzarlo.

Fate sciogliere lo zucchero semolato in 100 millilitri di acqua calda.

Raccogliete in una ciotola le mandorle con i gherigli di noce frantumati, il cedro e l’arancia canditi.

Aggiungete il cioccolato preparato, la cannella, il trito aromatico e una grattugiata di noce moscata. Incorporate poco alla volta la farina mescolata al bicarbonato e a 1 pizzico di sale, attraverso un setaccio; dovete ottenere un composto non troppo duro, aggiungete man mano l’acqua con lo zucchero, quanta necessaria.

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Accendete il forno a 190 gradi. Imburrate uno stampo ad abete, cospargetelo con il cacao. Versate l’impasto di panpepato, distribuendolo uniformemente, pennellate la superficie con dell’acqua fredda.

Infornate circa 50 minuti, fino a quando la superficie risulterà ben scura. Spegnete il forno, apritelo e lasciate asciugare la preparazione 10 minuti.

Togliete dal forno e lasciate raffreddare bene. Passate la lama di un coltello lungo il bordo e capovolgete il dolce su una griglia per farlo asciugare bene.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Panettone veg alle creme con frutti di bosco

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Ingredienti per 10 persone

Per il panettone

  • gr 500 di farina 00
  • gr 300 di farina di manitoba
  • gr 50 di fecola di patate
  • gr 250 di zucchero di canna
  • gr 200 di burro di soia
  • ml 300 di latte di soia
  • gr 40 di lievito di birra
  • 1 pizzico di polvere di vaniglia
  • gr 50 di frutta candita
  • gr 80 di uvetta
  • la scorsa grattugiata di 1 arancia biologica
  • la scorsa grattugiata di 1 limone biologico
  • il succo di un’arancia biologica
  • frutti misti colorati (ribes, mirtilli, fragoline, uva bianca)

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Per la crema al pistacchio

  • ml 250 di latte di soia
  • gr 10 di amido di mais
  • gr 60 di pistacchi di Bronte già pelati
  • gr 15 di farina integrale
  • gr 60 di zucchero di canna

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Per la crema al latte

  • ml 600 di latte di soia
  • gr 120 di zucchero di canna
  • 1 bacca di vaniglia
  • gr 60 di amido di mais
  • ml 300 ml di panna vegetale da montare

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Preparazione

Preparare il panettone secondo la ricetta che trovate qui, nel nostro blog.

Tritate finemente i pistacchi. Portate a bollore in una casseruola il latte, togliete dal fuoco e aggiungete i pistacchi, lasciate riposare 30 minuti.

Quando il preparato sarà freddo unite lo zucchero, la farina e l’amido di mais, sbattete bene con una frusta, finché il composto non sarà bello spumoso.

Scolate i pistacchi attraverso un colino a maglie fitte. Riportate sul fuoco dolce il latte filtrato, mescolare con una frusta per far addensare.Vendita microspie Roma

Conservate la crema in frigo, coperta con della pellicola.

Versate 300 millilitri di latte, per la seconda crema, in una casseruola con lo zucchero, fate sciogliere bene, aprite la bacca di vaniglia e prelevatene i semi che utilizzerete per aromatizzare la crema, proseguite a fuoco dolce.

Mescolate in una ciotola l’amido con il latte rimasto senza formare grumi. Aggiungetelo nella casseruola al latte con lo zucchero.

Proseguite la cottura sempre a fuoco dolcissimo, fino a quando la crema sarà addensata. Trasferite la crema in frigorifero coperta con la pellicola per evitare che si addensi in superficie.

Montate intanto la panna ben fredda a neve ferma. Incorporate la panna alla seconda crema, poco alla volta dal basso verso l’alto fino a renderla gonfia e omogenea.

 


Adagiate il panettone su una gratella e tagliatelo un po’ sotto la calotta , dividete in due la parte restante. Distribuite sullo strato inferiore metà crema al latte, ricomponete il secondo strato e stendete la crema ai pistacchi.

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Adagiate la calotta e stendete sulla sommità la metà della crema al latte rimasta, lasciate un piccolo bordo intorno, in modo che si possa vedere il panettone.

TenetAcquista Online su IlGiardinodeiLibri.ite in frigorifero fino al momento di servire.

Completate, alla base, con la crema di latte rimasta e la frutta brinata.

Articolo di Roberta D’Alessandro

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La dieta crudista Raw Food

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Da sempre con questo blog concentriamo tutta la nostra attenzione alla cucina cruelty free, cercando di promuovere uno stile di vita non solo sano, ma soprattutto rispettoso della natura e di tutte le creature viventi, che la popolano.

Così tra ricette vegetariane e vegane, tra la ricerca di alimenti salutari e di spezie ed erbe che possano proteggere la nostra salute, periodicamente, affiniamo le nostre conoscenze e, allo stesso tempo, nutriamo anche la nostra curiosità.

Così in queste ultime settimane abbiamo iniziato anche ad interessarci di crudismo.

Forse la molla ci è scattata dopo l’intervista fatta dalla nostra cuoca Roberta D’Alessandro a Laura Fiandra, che ci  ha parlato del suo libro “Naturalmente crudo” e da là, visto che siamo curiosi, abbiamo deciso di approfondire un pò.

Così abbiamo scoperto che il crudismo, che tra l’altro al momento sembra spopolare tra i divi di Holliwood, è una dieta che concentra la propria attenzione esclusivamente su cibi non cotti (e su questo ci era venuto qualche dubbio, visto il nome!), ma perché?

la ragione di tale scelta è dettata dal ritenere dannosa la tempatura elevata, a cui in cucina si sottopongono gli alimenti.

Infatti, quest’ultima porterebbe ad una denaturazione proteica significativa, andando a distruggere gli enzimi contenuti nei cibi e, di conseguenza, altererebbe poi il metabolismo umano.

Il mondo scientifico non è totalmente concorde con tale teoria, ma al momento, non esistono movimenti apertamente ostativi alla filosofia crudista.

Probabilmente perché meno noto della dieta vegan, il crudismo sta, così, prendendo sempre più piede, rimanendo lontano dai dibattiti – il più delle volte distruttivi – che, ormai, anche i media non risparmiano pur di fare audience.

In linea di massima chi segue un regime alimentare crudista è CIBO CRUDOonnivoro. Tuttavia, negli ultimi tempi, la dieta crudista sta abbracciando una visione cruelty free, per cui si sta diversificando in crudista vegetariana, crudista vegana e crudista fruttariana.

Chi segue tale regime alimentare deve utilizzare specifiche apparecchiature in cucina, perché non basta solo non cuocere, serve anche trattare in determinati modi gli alimenti per non incorrere in situazioni di squilibri e di deficit.

Così non possono mancare essiccatori, estrattori, centrifughe o germogliatori ed è bene ricordare che ci sono alcuni alimenti che non vanno consumati mai crudi, perché possono contenere delle sostanze tossiche.

Tra questi bisogna annoverare i fagioli, i peperoni, le patate, i lupini perché contengono molti ossalati, responsabili del ridotto assorbimento di ferro, zinco e magnesio, oligoelementi indispensabili per preservare la nostra salute.

I benefici che derivano da una dieta crudista sono, invece, legati innanzitutto al fatto che i cibi crudi sono meno denaturati di quelli cotti, quindi più ricchi di sostanze che rafforzano il sistema immunitario. Inoltre, provocano meno allergie e non causano fenomeni di ipercolesterolemia.

Come sempre queste sono solo piccole indicazioni. Prima di scegliere un regime alimentare nuovo è sempre bene parlare con degli esperti.

Noi ci siamo anche sperimentati con qualche ricetta che trovate qui nel blog (ad esempio abbiamo provato la pizza crudista e il ragù crudista), ma vogliamo davvero fare molto di più.

Questo per fortuna è compito di Roberta, lei è la cuoca, io scrivo soltanto e poi, insieme al retso dello staff, assaggio. Quindi a breve nuove ricette e questa volta Raw Food.

Articolo di Sabrina Rosa

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Guida completa alla scoperta delle proprietà curative dei cibi crudi

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Rigatoni cavolo nero, patate dolci e crema di cavolo

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Ingredienti per 4 persone

  • gr 350 di rigatoni integrali
  • gr 400 di cavolo nero
  • 1 porro
  • 1 grossa patata dolce
  • 60 g di parmigiano grattugiato
  • 1 noce di burro
  • olio evo
  • noce moscata
  • sale marino integrale
  • pepe nero in grani

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Preparazione

Lavate il cavolo nero e pulitelo, eliminando le nervature più grosse e dure.

Lessate, per 15 minuti circa, in abbondante acqua salata, il cavolo nero e il porro mondato e tagliato a metà.

Scolate il porro e qualche foglia di cavolo, tritateli grossolanamente e riduceteli a crema con il frullatore a immersione.

CIBO CRUDO

Montate la crema con 2 cucchiai di olio e abbondante pepe nero macinato al momento.

Aggiungete nell’acqua di cottura del cavolo la patata dolce, pelata e tagliata a dadini, e i rigatoni; portate a cottura.

Scolate il tutto e condite con il burro, la crema di cavolo e porri, 2 cucchiai di olio e un pizzico di noce moscata; completate con il parmigiano grattugiato.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Spicchi di verza all’agrodolce

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Ingredienti per 4 persone

  • 1 piccola verza
  • 1 cipolla
  • ml 200 di brodo vegetale (la ricetta la trovate qui)
  • 2 cucchiai di uvetta
  • gr 200 di polpa di pomodoro
  • zucchero
  • aceto bianco
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di olio evo
  • sale marino integrale
  • pepe

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Preparazione

Private la verza della base e delle foglie esterne sciupate, poi tagliatela in una dozzina di spicchi di spessore uniforme. Sbucciate la cipolla e affettatela a striscioline sottili.

Pelate l’aglio, privatelo del germoglio e tritatelo.

Mettete a mollo l’uvetta in acqua tiepida.

Scaldate l’olio in un ampio tegame e insaporitevi gli spicchi di verza 1 minuto per lato. Aggiungete le cipolle e l’aglio e fateli appassire brevemente a fuoco dolce.


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Spolverizzate con 1 cucchiaino di zucchero, sfumate con 2 cucchiaiate di aceto e fate evaporare.

Pepate, versate il brodo caldo e cuocete coperto per 10 minuti, voltando gli spicchi a metà del tempo, con delicatezza per non romperli.

Tostate velocemente i pinoli in una padella antiaderente. Unite nel tegame la polpa di pomodoro, a lato degli spicchi, aggiungete i pinoli e l’uvetta, regolate di sale e fate cuocere per altri 5 minuti.

Servite gli spicchi con la salsa di pomodoro e il prezzemolo.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Le gomme da masticare Chicza…assolutamente da provare!

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Questa volta abbiamo provato con il nostro blog un prodotto davvero fuori del comune: le gomme da masticare Chicza.

Probabilmente molti di voi non le conosceranno e – a dir la verità – neanche noi ne avevamo sentito parlare fino ad oggi, ma, dopo averle provate, ne siamo rimasti davvero entusiasti.

Si tratta, infatti, di prodotti biologici, naturali, biodegradabili, che non si attaccano al suolo (e questo è davvero importante, perché i chewing gum spiaccicati sull’asfalto sono rischiosissimi per gli uccellini), non contengono zuccheri, ma sciroppo di agave (per cui possono essere usate anche da chi soffre di diabete) e possono essere impiegati come compost.

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– Kit ricevuto dalla Chicza –

 

 

Inoltre queste gomme non provocano quel fastidioso mal di stomaco, in cui spesso, invece, si incorre quando si mastica per abitudine una o più gomme durante l’arco della giornata.

Al momento di iniziare un pasto vero si ha, poi, sempre qualche problema, che qui non abbiamo riscontrato

Per equità i pacchetti di gomme arrivati (insieme a penne e ad adesivi, grazie Chicza!) li abbiamo suddivisi tra tutti i componenti dello staff, in modo da raccogliere pareri diversi e sperimentare insieme anche i vari gusti.

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Per essere del tutto onesti e sinceri, va detto che forse, un piccolo difetto lo abbiamo trovato: il gusto di questi chewing gum non dura proprio come quello delle gomme tradizionali.

Però, andando a documentarci e scoprendo che questo è dovuto all’assenza, tra gli ingredienti scelti da Chicza, di alcuni additivi (quali E320 e E321), che sono particolarmente nocivi, allora abbiamo convenuto che è sicuramente meglio e più salutare qualche minuto in meno di masticazione piuttosto che qualche malattia in più.

Essendo molto attenti alla nostra alimentazione e cercando continuamente prodotti biologici e naturali, di sicuro, d’ora in avanti, introdurremo nella nostra quotidianità le gomme chicza.

Noi ve le consigliamo. Provatele anche solo per curiosità e scoprirete un modo diverso di masticare chewing gum.

Maggiori dettagli ovviamente li trovate sul sito istituzionale della Chicza.

Recensione di Sabrina Rosa

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Crostatine veg cioccolato e pere

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Ingredienti per 6/8 crostatine

Per la frolla

  • gr 200 di fecola di patate
  • gr 200 di farina semintegrale
  • gr 200 di zucchero di canna integrale
  • 3 cucchiai di malto di riso
  • gr 180 di burro di soia
  • un pizzico di sale marino integrale
  • 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 cucchiaio di cacao amaro

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Per la farcia

  • 2 pere
  • 1 limone
  • gr 125 di zucchero
  • cm 1 di zenzero
  • gr 150 di cioccolato fondente
  • 2 cucchiai di panna fresca veg

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Preparazione

Preparate la pasta frolla vegan secondo il procedimento che trovate qui, aggiungendo un cucchiaio di cacao amaro, fate una bella palla, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo per 30 minuti.

Stendete la pasta sul piano infarinato in una sfoglia alta circa ½ centimetro, foderate 6/8 stampini, imburrati e infarinati, bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta, coprite con carta da forno e manciate di legumi secchi e infornate per circa 15 minuti.

Togliete dal forno e fate raffreddare.

Versate in una casseruola 250 millilitri di acqua, unite lo zucchero e lo zenzero a fettine, portate a bollore e fate sobbollVendita microspie Romaire per una decina di minuti in modo da ottenere uno sciroppo.

Intanto, lavate e pelate le pere, strofinatele con il succo di limone e affettatele.

Immergete le fette di pere nello sciroppo e cuocete dolcemente per altri 10 minuti. Scolatele e lasciatele intiepidire.

Eliminate lo zenzero, riportate a bollore lo sciroppo e scioglietevi il cioccolato tritato, a fuoco dolcissimo. Fate raffreddare e incorporate la panna.

Farcite le crostatine (dopo aver tolto carta e legumi) con la crema di cioccolato fredda, decorate con le fette di pere e, a piacere, riccioli di cioccolato e una spolverizzata di cacao.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Il villaggio magico di Valter Ferrari

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Oggi voglio portarvi in un villaggio magico, che racchiude in sé passioni di tempi antichi, quando l’artigianato era un valore e in questo periodo dell’anno la corsa al presepe più bello diventava un momento di condivisione in famiglia.

Voglio, perciò, presentarvi delle creazioni davvero particolari, realizzate interamente a mano da mio zio, Valter Ferrari!

Sarà che io rimango sempre affascinata dalla creatività, da chi riesce a fare con un qualcosa un qualcosa di altro completamente diverso, ma qui davvero sono rimasta senza parole…o meglio ho deciso di usare quelle poche che mi restavano proprio per presentarvi le opere di mio zio, perché credo ne valga davvero la pena.

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Come potete vedere dalle diverse fotografie, si tratta di case e di costruzioni interamente fatte con materiale di riciclo e curatissime in ogni dettaglio (spero che le foto possano rendere al meglio, anche se dal vivo – vi assicuro – che sono ancora più belle!).

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Ottime per realizzare presepi, ma decorative per ogni periodo dell’anno, anche perché, scegliendo la giusta collocazione, sono in grado di diventare un soprammobile splendido, che dona un tocco in più ad un angolo della vostra casa.

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L’idea di fare queste casette, di ricreare momenti di vita quotidiana è nata così, come un passatempo, e ora ne abbiamo davvero tante.

Ma non finisce qui. Infatti è possibile anche realizzarne su ordinazione, se avete qualche idea in particolare da voler proporre.

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Inoltre, come vi dicevo, oltre ad essere fatti solo ed esclusivamente a mano, questi piccoli capolavori sono stati messi su, pezzetto dopo pezzetto, utilizzando tutto materiale riciclato.

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Dal legno ai sassi marini, da mattonelle spezzate a bicchieri rotti (un’ottima catena di montaggio: mia zia rompe e mio zio ricicla!), dalle attaches alle conchiglie, che il mare in estate abbandona sul bagnasciuga, in queste realizzazioni ogni oggetto, quindi, si trasforma e diventa qualcos’altro, in modo tale da poter essere rivisitato e riusato.

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Dunque, se volete creare un presepe davvero originale o se volete abbellire le vostre vetrine o i vostri espositori dei negozi con una di queste creazioni, non dovete far altro che contattarci via wapp al numero 338.9087653 oppure inviando una mail  direttamente al loro creatore Valter Ferrari all’indirizzo del blog: verdenaturablog@gmail.com.

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Per gli amici di Roma non ci saranno neppure spese di spedizione, mentre per le altre città possiamo provvedere alla consegna dei manufatti, facendoveli pervenire via corriere o via posta come meglio credete.

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Allora che aspettate? Nelle foto potete divertirvi ad osservare meglio i dettagli delle diverse realizzazioni e scegliere così quella che vi colpisce di più.

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Nella nostra società dell’omologazione la creatività e la diversificazione sono sempre più regali preziosi.

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Ecco perché in questo periodo vi sto presentando manufatti e prodotti completamente artigianali, che ricordano un pò gli odori, i colori ed i sapori di quelle tradizioni che lentamente stiamo perdendo.

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Non sempre progresso è sinonimo di evoluzione; se, infatti, per la smania di andare avanti a ritmi forzati cancelliamo la nostra storia e le nostre tradizioni, allora, il progresso stesso involve in regresso.

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Qualcuno tenta di mantenere ancora vivo il nostro passato e qui ne abbiamo alcuni esempi….

Sono proprio orgogliosa di questo fantastico zio!!!

Allora che aspettate?

Articolo di Sabrina Rosa

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Toast alle melanzane e pesto

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Ingredienti per 4 persone

  • 8 fette di pane in cassetta
  • 1 melanzana
  • 4 cucchiai di pesto
  • 1 ciuffo di basilico
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • gr 150 di formaggio molle di capra
  • olio evo
  • sale marino integrale
  • pepe

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Preparazione

Lavate la melanzana, tagliatela a metà per il lungo, incidete la polpa con alcuni tagli incrociati a griglia e condite con un filo d’olio, sale e pepe.

Disponete le mezze melanzane, con la polpa rivolta verso il basso, su una placca rivestita da carta forno, ungete esternamente con poco olio, salatele e infornate a 210° per circa 30 minuti finché, punte con uno stecchino, risultano molto morbide.

Sfornate, fate intiepidire, eliminate la buccia  e riducete la polpa a tocchetti. Regolateli di sale.

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Tostate i pinoli in una casseruola antiaderente per un minuto.

Private il formaggio di capra della crosta e tagliatelo a fettine sottili.

Spennellate le fette di pane con un velo d’olio su entrambi i lati.

Farcitele due a due col pesto, le melanzane, il formaggio di capra e i pinoli tostati.

Richiudete e tostate in una doppia piastra elettrica, in alternativa potete usare una padella antiaderente.

Tagliate ogni toast a metà in diagonale e servite decorando con il basilico fresco.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Crema di zucca con polpette di riso integrale

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Ingredienti per 4 persone

  • gr 120 di riso integrale
  • 1 patata media
  • prezzemolo a piacereMacrolibrarsi.it presenta il cofanetto: No Impact Man - Mt0
  • gr 300 di zucca
  • 1 porro
  • 2 uova bio
  • pangrattato a piacere
  • gr 20 di burro
  • olio evo
  • sale marino integrale

 

Preparazione

Fate tostare il riso con una noce di burro in una pentola antiaderente per circa 2 minuti. Aggiungete, quindi, abbondante acqua bollente e cuocete come indicato sulla confezione. Aggiustate di sale. Scolatelo e fatelo raffreddare.

Bollite una patata per circa 10 minuti, pelatela, schiacciatela e mettetela da parte.

Mettete il riso in una terrina, aggiungete il sale, l’olio, la patata e un uovo. Frullate il tutto con un frullatore ad immersione, fino ad ottenere un composto omogeneo.

In un piatto fondo sbattere l’altro uovo e in un piatto piano mettere in pangrattato. Con le mani umide formate delle palline di circa 3 cm di diametro. Passatele nell’uovo e poi nel pangrattato.

Disponete le polpette su una placca da forno e infornate a 220° fino  quando saranno dorate.

Lavate e tagliate il porro a rondelle, sciogliete il burro rimasto in una casseruola e soffriggetevi il porro per qualche minuto.

Quando è ben dorato aggiungete la zucca pelata e precedentemente pulita dai semi e tagliata a dadini. Rosolate il tutto per 3 minuti.


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Aggiungete dell’acqua, senza coprire totalmente la zucca, e sale a piacere. Coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco medio fino a quando la zucca non sarà molto morbida.

Fatela raffreddare, frullatela con il porro fino ad ottenere una vellutata e aggiustate di sale.

Servitela calda con al centro una polpetta.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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