Un presepe interamente realizzato a mano nel 2016? Eccolo qui….di Valter Ferrari

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Ed eccomi di nuovo qui. Vi ricordate le splendide casette in legno, super accessoriate e realizzate tutte a mano con incredibile dovizia di particolari, che qualche tempo fa vi ho mostrato in un precedente articolo?

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Ebbene, sempre lui, il mio fantastico e geniale zio Valter Ferrari (quello in foto per intenderci, l’artigiano di casa. Oh che poi ha fatto tutt’altro in vita sua…eppure guarda ora che crea!) ha colpito ancora. L’ho sentito ieri sera ed ecco quanto accaduto…

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Approfittando del periodo ha deciso di rifinire tutte le casette, di assemblarle insieme ed ecco cosa ne è nato: un presepe completo, totalmente fatto in casa, che ora abbellisce un angolo della sua abitazione.

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Certo che nel 2016 non è facile trovare ancora un presepe così. Tutti di corsa, tutti presi dalla velocità, immersi nel virtuale, stiamo davvero perdendo il senso del vivere nel qui e ora per andare presto…dove? ma chi lo sa?

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Io, invece, ho deciso di fermarmi qui e di condividere con voi la meraviglia di questi manufatti.

Non è difficile, bastano pochi minuti e la magia diviene realtà. Se, infatti, provate a fermarvi, lasciando da parte ogni pensiero, e a concentrarvi sulle singole fotografie, sarete improvvisamente trasportati da un dettaglio all’altro così come per incanto. Un mini viaggio nel tempo, gratis e rimanendo comodamente seduti al caldo sulla vostra poltrona di casa.

Dalla donna che fa il pane vi troverete, allora, accanto ad un pastore, che avanza con le sue pecore al fianco. E da qui, improvvisamente potrete entrare nella bottega del salumiere (io sono vegetariana, ma questi caro zio te li passo, tanto non sono veri!) ed ammirare come ha sistemato le proprie cassette ricolme di frutta un altro venditore.

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Perché a vederle tutte insieme, popolate di piccoli personaggi, che sembrano proprio muoversi a loro agio in questo paesaggio, ognuno intento a svolgere il proprio mestiere, illuminate e ricoperte di neve, cosparse di muschio, queste piccole casette mi fanno tornare alla mente il Natale di tanti anni fa.

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Una magia, che forse con il tempo si sta affievolendo sempre più, perché i led sovrastano le lucine dell’albero e delle case in legno, dove i pastori hanno smesso di fare il loro lavoro e nessuno fa più caso a cosa succede intorno a sé.

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In questo piccolo angolo di paradiso, invece, il tempo si è fermato e tutto scorre al giusto ritmo.  Un ritmo lento e cadenzato perché questo è il passo naturale che dovremmo saper ancora seguire nel nostro incedere.

Qui Natale è ancora un momento magico e, quindi, volevo proprio condividerlo con voi.

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Come sempre vi ricordo che è possibile ordinare queste casette inviandoci una mail all’indirizzo, al quale ci scrivete ogni giorno: verdenaurablog@gmail.com.

Vi risponderemo sicuramente e se avete curiosità o prodotti creati da voi e che volete farci conoscere ci trovate sempre qui.

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Io, nel frattempo, torno ad ammirare il tempo che fu e vi lascio con un grandissimo augurio di buone feste da parte del nostro artigiano.

A proposito: nella fotografia lo vedete ritratto insieme ad una chitarra. No sbagliato, quella non l’ha costruita lui.

Ma la vicinanza ad uno strumento musicale non è casuale, perché Valter Ferrari è anche un cantante…ha partecipato ad alcune manifestazioni canore di un certo prestigio e, dunque, quando si dice un artista! Lui lo è…

Prima o poi parleremo anche di questo…quindi alla prossima!

Articolo di Sabrina Rosa

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Sfoglia cometa

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Ingredienti per 10 persone

Per la pasta sfoglia

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Pepe nero in polvere + Cannella in polvere + Cardamomo in polvere + Curcuma in polvere + Zenzero in polvere
€ 16.00

Per il ripieno

  • gr 500 di mascarpone
  • ml 125 panna da montare
  • 2 tuorli di uova bio
  • gr 125 di zucchero
  • 1 spolverata di cannella
  • 1 cucchiaio di marsala secco
  • 2 cucchiai di confettini argentati
  • gr 200 di frutti rossi e blu
  • 1 tubetto di glassa rossa pronta


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Preparazione

Preparate la pasta sfoglia seguendo la nostra ricetta.

Montate in una ciotola il mascarpone con la panna, con una frusta elettrica. Incorporate man mano i tuorli e lo zucchero continuando a lavorare con la frusta; dovete ottenere una crema gonfia ben sostenuta. Aromatizzate con la cannella e il marsala. Coprite  la preparazione con pellicola da cucina e trasferitela in frigorifero fino al momento di servire.

Stendete la pasta su un foglio di carta da forno con un mattarello, se necessario spolverate con la farina il mattarello.

Ritagliate 3 stelle a 5 punte aiutandovi con un modello in cartoncino che avrete preparato prima, più una stella più piccola che dovrà essere sistemata al centro del dolce una volta completata.

CIBO CRUDO

Ritagliate 3 code della cometa. Punzecchiate con la forchetta la superficie delle sfoglie e pennellatele con acqua fredda, cospargete uno strato di sfoglia con i confettini argentati, 1 stella e una coda, tenetene da parte alcuni per il completamento.

Trasferite la pasta nel forno già caldo a 200 gradi per circa 20 minuti; deve prendere colore e non gonfiare troppo. Sfornate e lasciate raffreddare. Decorate la stella più piccola con la glassa rossa fatta scendere a filo, fate aderire alla glassa 1 confettino, lasciate asciugare.

Lavate e tamponate i frutti rossi e blu, lasciandone qualche grappolino intero.


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Farcite con la crema al mascarpone preparata, suddivisa nei due strati, stella e coda, distribuite sui due strati i frutti rossi e blu, si devono vedere dall’esterno. Completatela con il terzo strato di pasta sfoglia con i confetti argentati.

Ricomponete la stella su un piatto da portata, assemblando anche la coda con della crema di farcitura.

Sistemate al centro della stella la stellina rossa, fatela aderire con poca glassa nascosta.

Decorate con i grappolini di frutti rossi e blu.

Tenete il dolce in frigorifero fino al momento di servire.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Pasta sfoglia

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Ingredienti

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Preparazione

Mettere in una ciotola la farina, fate in buco al centro e versate l’acqua fredda, 40 g di burro fuso freddo e sale. Impastate fino a formare una palla, poi fate una croce in superficie e mettete a riposare in frigo avvolta da una pellicola per 30 minuti.

Riprendere ora il panetto e stendetelo su un piano infarinato formando una croce e al centro posizionate il panetto di burro da 150 grammi freddo di frigo che avrete un po’ appiattito tra 2 fogli di carta forno.

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Chiudete i 4 lembi sovrapponendoli e sigillate bene i bordi. Iniziate a stendere il panetto formando un rettangolo di pasta di circa 20 x 45 cm.

Piegate un terzo della sfoglia al centro , piegate l’altro terzo della sfoglia sopra il terzo piegato e con un pennello eliminate la farina in eccesso.

Poi, una volta arrotolato, avvolgete nella pellicola e mettete in frigo per 30 minuti. Riprendere sfoglia e stenderla di nuovo con l’aiuto del mattarello formando una sfoglia rettangolare aggiungendo dell’altra farina sul piano, poi ruotare il panetto di 90 gradi e stendete ancora ottenendo una sfoglia rettangolare.

CIBO CRUDO

Richiudete in 3 e mettete in figo per 30 minuti.

Fare quest’operazione di sfogliautura per 6 volte segnando ad ogni giro con il dito un seghetto sulla sfoglia così da ricordarsi a quante volte siete arrivati, quest’operazione è fondamentale affinché possiate ottenere un ottimo risultato.

Tra una volta e l’altra, mettete il panetto a riposare per 30 minuti.

La sfoglia è pronta, arrotolare nella pellicola e mettere in frigo. usate la pasta sfoglia fatta in casa dopo averla fatta riposare ancora un’ora in frigo o meglio ancora, il giorno dopo.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Pandoro veg

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Continuiamo anche oggi a suggerirvi dei prodotti tipici di questo periodo dell’anno, ma in versione vegan.

La ricetta del panettone ve l’abbiamo già data, per cui oggi è la volta di quella del pandoro.

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Ingredienti

Per il lievitino

  • gr 60 di acqua tiepida
  • gr 50 di farina 0
  • gr 15 di lievito di birra
  • gr 10 di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di fecola di patate
  • 1 cucchiaio  di latte di riso
  • 1 pizzico di curcuma

Preparazione

In un bicchiere versate l’acqua e il lievito di birra. Mescolate con un cucchiaino per sciogliere il lievito e trasferitelo in una ciotola. Aggiungete tutti gli altri ingredienti e amalgamate con un cucchiaio. Il “lievitino” finale non sarà un impasto compatto, ma un composto ancora un po’liquido. Lasciate riposare la ciotola coperta con un telo vicino al termosifone per 1 ora prima di procedere con il primo impasto.


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Primo impasto

  • gr 200 di farina
  • gr 3 di lievito di birra
  • gr 25 di zucchero di canna
  • gr 30 di burro vegetale biologico
  • 2 cucchiai d’acqua
  • 5 cucchiai di latte di riso
  • 1 cucchiaio di fecola di patate
  • 1 pizzico di curcuma in polvere

In un bicchiere versate il lievito insieme a due cucchiai d’acqua e mescolate per scioglierlo bene.

ùPoi aggiungetelo nella ciotola insieme al lievitino, con tutti gli altri ingredienti. Impastate vigorosamente con le mani per ottenere un composto molto omogeneo e senza grumi.

Lasciate riposare l’impasto fino al raddoppio, ricoprendo la ciotola con un telo (per 30-45 minuti circa).

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Secondo impasto

  • gr 200 di farina
  • gr 100 di zucchero di canna
  • 1 pizzico di sale marino integrale fino
  • 1 stecca di vaniglia (solo i semini)
  • 2 cucchiai di fecola di patate
  • 10 cucchiai di latte di riso
  • 1 pizzico di curcuma

Incidete una stecca di vaniglia per estrarre i semini e versateli insieme a tutti gli ingredienti indicati nella ciotola con il primo impasto. Impastate molto bene con le mani per 10-15 minuti.

Ungete con un pochino di burro vegetale la ciotola in cui farete riposare l’impasto a temperatura ambiente per 1 ora-1 ora e mezza.

Poi trasferite l’impasto in frigorifero e lasciatelo riposare ancora per 30-40 minuti.

Sfogliare l’impasto prima parte

  • gr 140 gr burro vegetale freddo suddiviso in piccoli fiocchi

Disponete l’impasto sul piano di lavoro e formate un quadrato dello spessore di 1 centimetro.

Al centro disponete il burro suddiviso in fiocchetti. Ripiegate gli angoli del quadrato verso il centro, come per formare una busta.

Chiudete bene le giunture con le dita e, a partire dal quadrato ottenuto , stendete una striscia di circa 30 CIBO CRUDOcentimetri di lunghezza e 1 centimetro di spessore.

Ripiegate la striscia in tre parti: portate il lembo destro verso il centro e con il lembo sinistro ricoprite completamente il destro.

Lasciate riposare in frigorifero per 20 minuti.

Sfogliare l’impasto seconda parte

  • 2 cucchiai di farina

Questo passaggio intermedio non è inserito nella ricetta per la preparazione del pandoro tradizionale. E’ un mio consiglio che vi faciliterà nell’incorporare il burro nell’impasto.

Dopo aver estratto dal frigorifero il risultato della prima fase di sfogliatura, impastate il tutto di nuovo brevemente con le mani, aggiungendo 2 cucchiai di farina, in modo che il composto non risulti troppo appiccicoso.

Formate una palla e lasciatela riposare 20 minuti in frigorifero.

Dopo l’attesa, infarinate il piano di lavoro e con il matterello trasformate la palla in una lunga striscia alta circa 1 centimetro e ripiegatela in tre parti: portate il lembo destro verso il centro e con il lembo sinistro ricoprite completamente il destro.

A questo punto ruotate l’impasto di 90 gradi in senso orario e ripetete da capo la stesura della striscia e la piegatura, almeno per 3 volte. Lasciate riposare in frigorifero altri 20 minuti, poi formate la striscia e ripiegatela su se stessa per altre 3 volte, come avete fatto prima.

Da ultimo, senza lavorare di nuovo l’impasto, ma semplicemente rotolandolo sul piano di lavoro, dategli una forma sferica.

 

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Ultima lievitazione

  • 2 cucchiaini di burro vegetale biologico
  • zucchero a velo o farina

Prima di trasferire l’impasto nello stampo, imburratelo e spolverizzatelo con dello zucchero a velo o con un po’di farina sul fondo e sui lati.

Utilizzate uno stampo rotondo, oppure a stella, adatto ad ottenere 1 pandoro da 1 kg (ho usato uno stampo rotondo a cerniera con diametro e altezza di circa 16 centimetri).

Non vi resta che sistemare l’impasto sul fondo dello stampo. I tempi dell’ultima lievitazione possono variare da 4 ore e mezza a 10-12 ore a seconda della temperatura dell’ambiente e della forza del lievito (ho preferito lasciare lievitare il pandoro per tutta la notte, per poi cuocerlo al mattino).

L’impasto lievitato dovrà raggiungere il bordo dello stampo e superarlo di un paio di centimetri.

Per ottenere dello zucchero a velo a partire dallo zucchero di canna, vi basterà frullarne qualche cucchiaio nel mixer da cucina.

 

Cottura

Quando la lievitazione si sarà conclusa, potrete passare alla cottura del pandoro.

Cuocete il pandoro in forno statico per 10 minuti a 180°C e poi proseguite la cottura per altri 45-50 minuti a 160°C.

A metà cottura, consiglio di coprire la parte superiore dello stampo con carta stagnola, per evitare che il pandoro si colori troppo.

Prima di sfornare, controllate il livello di cottura facendo la prova con un lungo stecchino di legno.

Lasciate raffreddare molto bene il pandoro prima di estrarlo dallo stampo.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Abete di panpepato

Natale si avvicina e continuiamo a proporvi ricette, che potrete utilizzare in questi giorni.

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Ingredienti per 6 persone

  • gr 250 di farina
  • gr 100 di zucchero semolato
  • gr 50 di zucchero di canna
  • 3 cucchiai di burro
  • 200 g di mandorle con la pellicola
  • gr 100 di gherigli di noce
  • gr 100 di arancia e cedro canditi
  • gr 100 di cioccolato fondente
  • 1 arancia
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino di grani di pepe nero
  • 3 chiodi di garofano
  • 1 grattugiata di noce moscata
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • sale marino integrale

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Preparazione

Tritate grossolanamente le mandorle. Tritate anche pepe, chiodi di garofano e la scorza di ½ arancia.

Tritate con il robot il cioccolato, spezzettato, con lo zucchero di canna, trasferitelo in frigorifero fino al momento di utilizzarlo.

Fate sciogliere lo zucchero semolato in 100 millilitri di acqua calda.

Raccogliete in una ciotola le mandorle con i gherigli di noce frantumati, il cedro e l’arancia canditi.

Aggiungete il cioccolato preparato, la cannella, il trito aromatico e una grattugiata di noce moscata. Incorporate poco alla volta la farina mescolata al bicarbonato e a 1 pizzico di sale, attraverso un setaccio; dovete ottenere un composto non troppo duro, aggiungete man mano l’acqua con lo zucchero, quanta necessaria.

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Accendete il forno a 190 gradi. Imburrate uno stampo ad abete, cospargetelo con il cacao. Versate l’impasto di panpepato, distribuendolo uniformemente, pennellate la superficie con dell’acqua fredda.

Infornate circa 50 minuti, fino a quando la superficie risulterà ben scura. Spegnete il forno, apritelo e lasciate asciugare la preparazione 10 minuti.

Togliete dal forno e lasciate raffreddare bene. Passate la lama di un coltello lungo il bordo e capovolgete il dolce su una griglia per farlo asciugare bene.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Mandorle
Senza zuccheri aggiunti e senza lattosio

€ 5.95

Panettone veg alle creme con frutti di bosco

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Ingredienti per 10 persone

Per il panettone

  • gr 500 di farina 00
  • gr 300 di farina di manitoba
  • gr 50 di fecola di patate
  • gr 250 di zucchero di canna
  • gr 200 di burro di soia
  • ml 300 di latte di soia
  • gr 40 di lievito di birra
  • 1 pizzico di polvere di vaniglia
  • gr 50 di frutta candita
  • gr 80 di uvetta
  • la scorsa grattugiata di 1 arancia biologica
  • la scorsa grattugiata di 1 limone biologico
  • il succo di un’arancia biologica
  • frutti misti colorati (ribes, mirtilli, fragoline, uva bianca)

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Per la crema al pistacchio

  • ml 250 di latte di soia
  • gr 10 di amido di mais
  • gr 60 di pistacchi di Bronte già pelati
  • gr 15 di farina integrale
  • gr 60 di zucchero di canna

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Per la crema al latte

  • ml 600 di latte di soia
  • gr 120 di zucchero di canna
  • 1 bacca di vaniglia
  • gr 60 di amido di mais
  • ml 300 ml di panna vegetale da montare

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Preparazione

Preparare il panettone secondo la ricetta che trovate qui, nel nostro blog.

Tritate finemente i pistacchi. Portate a bollore in una casseruola il latte, togliete dal fuoco e aggiungete i pistacchi, lasciate riposare 30 minuti.

Quando il preparato sarà freddo unite lo zucchero, la farina e l’amido di mais, sbattete bene con una frusta, finché il composto non sarà bello spumoso.

Scolate i pistacchi attraverso un colino a maglie fitte. Riportate sul fuoco dolce il latte filtrato, mescolare con una frusta per far addensare.Vendita microspie Roma

Conservate la crema in frigo, coperta con della pellicola.

Versate 300 millilitri di latte, per la seconda crema, in una casseruola con lo zucchero, fate sciogliere bene, aprite la bacca di vaniglia e prelevatene i semi che utilizzerete per aromatizzare la crema, proseguite a fuoco dolce.

Mescolate in una ciotola l’amido con il latte rimasto senza formare grumi. Aggiungetelo nella casseruola al latte con lo zucchero.

Proseguite la cottura sempre a fuoco dolcissimo, fino a quando la crema sarà addensata. Trasferite la crema in frigorifero coperta con la pellicola per evitare che si addensi in superficie.

Montate intanto la panna ben fredda a neve ferma. Incorporate la panna alla seconda crema, poco alla volta dal basso verso l’alto fino a renderla gonfia e omogenea.

 


Adagiate il panettone su una gratella e tagliatelo un po’ sotto la calotta , dividete in due la parte restante. Distribuite sullo strato inferiore metà crema al latte, ricomponete il secondo strato e stendete la crema ai pistacchi.

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Adagiate la calotta e stendete sulla sommità la metà della crema al latte rimasta, lasciate un piccolo bordo intorno, in modo che si possa vedere il panettone.

TenetAcquista Online su IlGiardinodeiLibri.ite in frigorifero fino al momento di servire.

Completate, alla base, con la crema di latte rimasta e la frutta brinata.

Articolo di Roberta D’Alessandro

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La dieta crudista Raw Food

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Da sempre con questo blog concentriamo tutta la nostra attenzione alla cucina cruelty free, cercando di promuovere uno stile di vita non solo sano, ma soprattutto rispettoso della natura e di tutte le creature viventi, che la popolano.

Così tra ricette vegetariane e vegane, tra la ricerca di alimenti salutari e di spezie ed erbe che possano proteggere la nostra salute, periodicamente, affiniamo le nostre conoscenze e, allo stesso tempo, nutriamo anche la nostra curiosità.

Perciò in queste ultime settimane abbiamo iniziato anche ad interessarci di crudismo.

Forse la molla ci è scattata dopo l’intervista fatta dalla nostra cuoca Roberta D’Alessandro a Laura Fiandra, che ci  ha parlato del suo libro “Naturalmente crudo” e da là, visto che siamo curiosi, abbiamo deciso di approfondire un pò.

Documentandoci qua e là, allora, abbiamo scoperto che il crudismo, che tra l’altro al momento sembra spopolare tra i divi di Holliwood, è una dieta che concentra la propria attenzione esclusivamente su cibi non cotti (e su questo ci era venuto qualche dubbio, visto il nome!), ma perché?

La ragione di tale scelta è dettata dal ritenere dannosa la tempatura elevata, a cui in cucina si sottopongono gli alimenti.

Infatti, quest’ultima porterebbe ad una denaturazione proteica significativa, andando a distruggere gli enzimi contenuti nei cibi e, di conseguenza, altererebbe poi il metabolismo umano.

Il mondo scientifico non è totalmente concorde con tale teoria, ma al momento, non esistono movimenti apertamente ostativi alla filosofia crudista.

Probabilmente perché meno noto della dieta vegan, il crudismo sta, così, prendendo sempre più piede, rimanendo lontano dai dibattiti – il più delle volte distruttivi – che, ormai, anche i media non risparmiano pur di fare audience.

In linea di massima chi segue un regime alimentare crudista è CIBO CRUDOonnivoro. Tuttavia, negli ultimi tempi, la dieta crudista sta abbracciando una visione cruelty free, per cui si sta diversificando in crudista vegetariana, crudista vegana e crudista fruttariana.

Chi segue tale regime alimentare deve utilizzare specifiche apparecchiature in cucina, perché non basta solo non cuocere, serve anche trattare in determinati modi gli alimenti per non incorrere in situazioni di squilibri e di deficit.

Così non possono mancare essiccatori, estrattori, centrifughe o germogliatori ed è bene ricordare che ci sono alcuni alimenti che non vanno consumati mai crudi, perché possono contenere delle sostanze tossiche.

Tra questi bisogna annoverare i fagioli, i peperoni, le patate, i lupini perché contengono molti ossalati, responsabili del ridotto assorbimento di ferro, zinco e magnesio, oligoelementi indispensabili per preservare la nostra salute.

I benefici che derivano da una dieta crudista sono, invece, legati innanzitutto al fatto che i cibi crudi sono meno denaturati di quelli cotti, quindi più ricchi di sostanze che rafforzano il sistema immunitario. Inoltre, provocano meno allergie e non causano fenomeni di ipercolesterolemia.

Come sempre queste sono solo piccole indicazioni. Prima di scegliere un regime alimentare nuovo è sempre bene parlare con degli esperti.

Noi ci siamo anche sperimentati con qualche ricetta che trovate qui nel blog (ad esempio abbiamo provato la pizza crudista e il ragù crudista), ma vogliamo davvero fare molto di più.

Questo per fortuna è compito di Roberta, lei è la cuoca, io scrivo soltanto e poi, insieme al retso dello staff, assaggio. Quindi a breve nuove ricette e questa volta Raw Food.

Articolo di Sabrina Rosa

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Rigatoni cavolo nero, patate dolci e crema di cavolo

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Ingredienti per 4 persone

  • gr 350 di rigatoni integrali
  • gr 400 di cavolo nero
  • 1 porro
  • 1 grossa patata dolce
  • 60 g di parmigiano grattugiato
  • 1 noce di burro
  • olio evo
  • noce moscata
  • sale marino integrale
  • pepe nero in grani

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Preparazione

Lavate il cavolo nero e pulitelo, eliminando le nervature più grosse e dure.

Lessate, per 15 minuti circa, in abbondante acqua salata, il cavolo nero e il porro mondato e tagliato a metà.

Scolate il porro e qualche foglia di cavolo, tritateli grossolanamente e riduceteli a crema con il frullatore a immersione.

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Montate la crema con 2 cucchiai di olio e abbondante pepe nero macinato al momento.

Aggiungete nell’acqua di cottura del cavolo la patata dolce, pelata e tagliata a dadini, e i rigatoni; portate a cottura.

Scolate il tutto e condite con il burro, la crema di cavolo e porri, 2 cucchiai di olio e un pizzico di noce moscata; completate con il parmigiano grattugiato.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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