Intervista a Giulia Dentice, che ci ha raccontato il suo progetto Dall’Albero

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Mangiare bene, mangiare etico, mangiare sano. Sempre più persone, anche in Italia, vuoi per moda, vuoi per problemi di salute, vuoi per reale consapevolezza, vuoi per questioni economiche, stanno mangiando sempre meno carne, adottando una dieta più vegetariana financo vegana.

Ora, c’è anche chi ha deciso di formarsi e investire per offrire prodotti senza derivati animali, coniugando gusto e nutrimento, sperimentando accostamenti e metodi di produzione innovativi per il nostro Paese.


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E’ questo il caso di Dall’Albero, la prima formaggeria vegetale d’Italia.

Ci siamo imbattuti, come Verde Natura, in questa realtà a The Green Place, il Santuario degli animali che si trova a Nepi (Vt), di cui vi abbiamo parlato già parlato in un precedente articolo, realizzato proprio in occasione del World Vegan Day.

Qui incontrammo Giulia Dentice, l’ideatrice del progetto Dall’Albero, che ci ha fatto assaggiare alcuni dei suoi prodotti.

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Così abbiamo deciso di approfondire e, dunque, siamo andati a trovarla a Roma, in via Salaria, 163, presso il suo punto vendita e da pochi giorni anche bistrot, dove è possibile acquistare prodotti e gustare sul momento deliziose e curiose insalate, insoliti panini e pizze ripiene, per conoscere meglio lei e il suo progetto.

Insoliti e curiosi perché gli ingredienti principali sono “formaggi” artigianali senza ingredienti di origine animale.

Giulia ci ha fatto assaggiare gli spaghetti raw di barbabietola “Casciù e pepe”, e la pizza bianca ripiena con spinaci e ricotta di anacardi.

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Abbiamo conosciuto anche Ludovica, simpatica e accogliente, che si occupa del progetto Bistrot.

Siamo scesi, quindi, nella parte inferiore del locale, dove c’è il sancta sanctorum. è qui che avviene la produzione, la quale non si limita ai formaggi e alla gastronomia, ma prevede anche cannoli 100% vegetali con ricotta di mandorle siciliane bio e succhi di frutta e verdura estratti a freddo.

Giulia nasce a Roma nel 1992, laurea in giurisprudenza in Inghilterra, alla Queen Mary University di Londra conseguita nel 2014, e, quattro anni or sono, decide di cambiare alimentazione durante un’escursione di trekking in Asia.

Con loro c’erano, infatti in quell’occasione, dei portatori che trasportavano anche gli alimenti. Tra questi dei pezzi di pollo, con ancora qualche piuma attaccata, in una busta di plastica lasciata al sole.

Questa visione ha scatenato la scelta definitiva di Giulia, che guardando il piatto vedeva un pezzo di animale ucciso. Già, l’animale nel piatto.

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Giulia ci parla della vocina che tendiamo a ignorare, quella che appunto ci descrive e identifica chiaramente cosa stiamo guardando e cosa stiamo per ingerire, per mangiare.

Dopo il viaggio è stata la volta della formazione teorica, fatta di letture e dalla visione del documentario vegano prodotto da Di Caprio, Cowspiracy.

In Italia, infatti, si è resa conto che i formaggi vegani presenti nei nostri supermercati sono molto poco naturali, diversi da quelli che faceva lei a casa.

Avviare l’impresa non è stato semplice. Non è per nulla semplice accedere a fondi a sostegno di idee innovative.

Tuttavia Giulia, invece, di andare a fare un master all’estero, ha deciso di usare quei soldi per fondare Dall’Albero.

Ed ecco qui, la nascita di prodotti buoni, non solo salutari. Adatti a chi soffre di allergie.

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E il nutrimento? In 100 grammi di caciotta vegetale ci sono 11 grammi di proteine, che non sono per nulla poche.

Quindi, cosa produce Giulia? Dei formaggi vegetali a base di anacardi e mandorle, che variano dai freschi (ricotte, spalmabili fermentati, yonut) agli stagionati lasciati riposare per mesi nel “grottino”, una cella a temperatura e umidità controllata.

Quelli a base di anacardi vi restano 8 settimane, 5 quelli a base di mandorle.

Sul tempo di stagionatura stanno ancora cercando la quadra più soddisfacente. Le muffe, che naturalmente si creano, vengono tolte a mano, con il coltello.

Giulia non s’improvvisa, infatti, ha seguito corsi e seminari su fermentazione, cucina vegane e crudista.

Dopo la laurea ha portato a termine il Plant-BasedNutrition Certificate del T. Colin Campbell Centre for Nutritional Studies (T. Colin Campbell, famoso nutrizionista). ha, poi, frequentato il corso di pasticceria crudista, con lo chef pasticcere Vito Cortese, tra i primi nel suo campo e tr ai più affermati.

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Al momento sta frequentando il Master LLM in Food Law della LUISS e sta completando remotamente la sua formazione come chef crudista con la Matthew KenneyCulinary Academy.

Dopo una giornata di duro lavoro, il tornare a casa stanchi, sporchi di caciotta vegetale ma contenti, con la soddisfazione che le persone poi tornano, perché hanno apprezzato un qualcosa che tu hai prodotto, una tua idea: ecco cosa fa la differenza.

Al momento la vendita, oltre che al negozio, avviene via e-commerce, attraverso il sito Dall’Albero, dove è possibile conoscere i prodotti e la filosofia che c’e alla base.

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Al momento Dall’Albero rifornisce alcuni ristoranti e presta lo spazio interrato per corsi ed eventi; inoltre fa servizio catering.

Presso il bistrot, come detto, è possibile consumare curiosi pasti, colorati e gustosi, e bere ottimi succhi freschi.

Speriamo che con la bella stagione si possa sedere fuori a gustare un aperitivo alternativo. Giulia si sta muovendo in tal senso.

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“Fosse più facile o percepito come più facile. più persone mangerebbero vegetale. Ed ecco Dall’Albero. Vegetale senza rinunciare al gusto e al nutrimento” Questo è il messaggio che Giulia ci lancia.

Un consiglio? Visitate il sito e il bistrot, non rimarrete delusi.

                    Intervista realizzata da Roberta D’Alessandro e Alessandro Rotondi

verdenaturablog@gmail.com

https://www.facebook.com/verdenaturablog

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3 pensieri su “Intervista a Giulia Dentice, che ci ha raccontato il suo progetto Dall’Albero”

  1. Una ottima alternativa che aiuta a pensare a ciò che ogni giorno mettiamo nel piatto.
    Io sono vegetariana e apprezzo sempre di più le scelte che vengono fatte in questo campo, non amo considerare la scelta vegetariana o vegana come una moda, spero sempre che tutto nasca dalla concreta consapevolezza di cosa accade prima che una fetta di prosciutto arrivi sul piatto….
    Questa di “Dall’albero” è una realtà davvero innovativa, penso che dovrebbe essere sostenuta soprattutto per regalare a chi è convinto che “non mangiare carne, significhi non mangiare”, che in realtà la dieta è molto gustosa e pure variegata.
    Ho visitato anche il sito, devo dire delizioso con tutti i formaggini e gli anacardi come sfondo, purtroppo i prezzi sono un pò fuori dalla mia portata, ma voglio sperare, anzi sono sicura che il cambiamento di mentalità possa portare ad una produzione sempre maggiore e conveniente, permettendo così alla stragrande maggioranza di persone di fare delle scelte alternative ma etiche.
    Grazie per aver condiviso questa bella fetta d’Italia che crede nel cambiamento!

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