Come coltivare i pomodori in vaso

Io personalmente trovo non solo rilassante, ma anche fortemente soddisfacente coltivare sul proprio balcone ortaggi e piante varie.

Vederli crescere, fiorire e poi produrre frutti mi dona una piacevole sensazione di riconciliazione con il mondo, quindi perché non unire l’utile ad dilettevole e portare avanti questa passione?

Tra tutte le piante che ho, quelle che amo in maniera particolare sono i peperoncini e i pomodori (spero non me ne vogliano la lavanda, la maggiorana, il prezzemolo e l’origano che abitano nei vasi vicini, ma credo che non mi leggano, quindi per questa volta sono salva. Poi parlerò anche di loro!), entrambi coloratissimi, profumati e pronti a riempire di fiori prima e di frutti poi il mio balcone.

Oggi, dunque, voglio parlarvi di come poter coltivare i pomodori in vaso (a proposito quelli in foto sono i miei, semplicemente fantastici!).

Si tratta di una tipologia di coltivazione particolarmente semplice, che non richiede grandi conoscenze tecniche, né troppo tempo da dedicarle.

Innanzitutto precisiamo che i pomodori andrebbero invasati a maggio, ma in questo periodo si trovano le piantine già pronte, quindi basta  acquistarle e metterle sul vostro balcone.

Quando si deve scegliere un vaso, sarebbe preferibile optare per delle fioriere e porre ogni piantina a circa 15 centimetri di distanza dall’altra. Se, invece, si prendono vasi singoli, allora è bene avere l’accortezza di sceglierne di dimensioni non inferiori ai 30 centimetri.

In entrambi i casi, comunque, ricordatevi di posizionare i pomodori in una zona soleggiata.

Man mano che le piante crescono, mettete delle canne di bambù all’interno del vaso e legate a queste ultime i rami più pesanti, così da evitare che si rompano sotto il peso dei pomodori.

Se si parte dalla semina è importante, invece, ricordare che il mese di marzo è quello migliore per dare avvio ad una semina protetta, per poi passare le piantine all’aperto da maggio.

I pomodori vivono bene ad una temperatura, che si aggira intorno ai 21-22 °C, tuttavia possono anche resistere a climi più rigidi; importante è non scendere al di sotto dei 3°C perché la pianta in questo caso rischia di morire.

Per quanto riguarda l’annaffiatura, fondamentale ricordarsi di dare acqua abbondante ogni giorno, con particolare attenzione ai periodi come questo, in cui si arriva oltre i 30°C, per evitare che la pianta si secchi e muoia.

Come sempre è preferibile dare l’acqua la sera, in modo tale che l’umidità della notte prolunghi i tempi di permanenza dei liquido nel vaso.

E’ importante non bagnare mai le foglie, per evitare di indebolirle, esponendole più facilmente ad infestazioni di parassiti e di funghi.

Rispetto alle varietà di pomodori da scegliere per il vostro orto sul balcone, sono da prediligere la qualità ciliegia oppure i Cuore di bue o i San Marzano o i datterini.

Dopo questa breve illustrazione sulla gestione dei vostri pomodori, passiamo alla parte pratica e vediamo come porre le piante nei vasi.

Iniziate con il riempimento dei vasi stessi con la terra, fino ai due terzi dell’altezza del contenitore e non oltre. Dopo di che mettete le piante all’interno leggermente inclinate, rispettando una distanza di circa 15 centimetri una dall’altra.

A questo punto aggiungete altra terra ed innaffiate.

Seguite giorno dopo giorno la crescita delle vostre piante, pronti – come dicevamo – a sorreggerle con delle canne quando saranno abbastanza alte.

Veder spuntare i primi fiorellini è davvero una soddisfazione e vederli, poi, trasformare in pomodori è ogni volta un’emozione.

Un’ultima cosa: d’inverno le piante in genere muoiono, ma ormai io non le semino più. In primavera rispuntano in totale autonomia, grazie ai pomodorini che cadono nel vaso e che lascio là.

Ora non vi resta che provare. Un piccolo modo per avere un angolo di verde anche in città, auto producendosi ortaggi genuini ed unici.

Articolo di Sabrina Rosa

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Torta di fragole light

Ingredienti per 10 persone

  • gr 200 di farina integrale di farro
  • gr 50 di fecola di patate (o amido di mais)
  • gr 170 di yogurt greco 0% di grassi
  • gr 150 di sciroppo d’acero
  • gr 50 di burro di mandorle
  • 1 cucchiaio di cremor tartaro
  • ½ cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaino di aceto di mele
  • la buccia e il succo di un limone bio
  • gr 250 di fragole non troppo mature

 

Preparazione

Lavate le fragole, tagliatele a cubetti, spruzzatele con il succo di limone e tenetele da parte.

Mescolate in una ciotola la farina di farro con la fecola, il cremor tartaro e il bicarbonato.

Aggiungete il burro di mandorle e mescolate bene in modo che non rimangano grumi.

Aggiungete al composto la buccia di un limone grattugiata.

In un?altra ciotola, mescolate lo yogurt, lo sciroppo di acero e l’aceto con una frusta, in modo che risulti un composto liscio senza grumi.

Incorporate i liquidi al composto di farina e continuate a mescolare con una spatola, fino a che il tutto non risulterà abbastanza asciutto.

Aggiungete le fragole a pezzetti lasciandone 2 cucchiai  da parte.

Foderate una pirofila quadrata con la carta da forno. Se la inumidite, risulterà più semplice farla aderire alla pirofila.

Versate il composto e livellate bene. Distribuite le restanti fragole sulla superficie della torta.

Fate cuoce in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti; se la torta tende a colorarsi troppo, coprite con un foglio di alluminio e proseguite la cottura.


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Fate la prova dello stuzzicadenti, inserendolo al centro del dolce, se esce asciutto, il dolce è cotto.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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