“Guarire l’Anima” di Tenzin Wangyal Rinpoche

Preoccupati ed affaccendati a prenderci cura del nostro corpo, convinti che sia l’aspetto esteriore a fare la differenza in questo mondo, sempre più spesso ci ritroviamo poi a trascurare la nostra interiorità.

Una scelta non scevra da effetti nocivi, a seguito della quale i risultati, ovviamente, sono ben visibili agli occhi di tutti, perché noi non siamo creature dicotomiche – ossia scisse tra materia e spirito -, ma unità inscindibili di corpo ed anima, per cui non possiamo proteggere l’uno senza fare lo stesso con l’altra e viceversa.

Da queste riflessioni parte il testo, che voglio presentarvi oggi, dal titolo che immediatamente fa riflettere: Guarire l’anima.

Un libro che di sicuro viaggia contro corrente e che ha come autore Tenzin Wangyal Rinpoche, che è il fondatore, nonché la guida spirituale del Lingrnincha Institute, un centro specializzato per lo studio e la pratica degli insegnamenti del buddismo Bön tibetano.

L’idea portante del testo è che sia possibile in qualsiasi momento della nostra esistenza recuperare le nostre energie interiori, quelle perciò connesse alla spiritualità, per tornare a sentirsi un’unità mente – corpo.

Quali strumenti proposti da Tenzin Wangyal Rinpoche ci sono la meditazione, che consente di raggiungere i nostri strati più profondi, di entrare, così, in contatto con la nostra anima e di guarirla, laddove siano presenti delle ferite, che non ci fanno star bene e ci fanno vivere in una condizione di perenne inquietudine, ma anche il silenzio, il contatto con la natura.

Tutte queste tecniche aiutano l’uomo ad allontanare le emozioni per lui negative (che poi sono anche alla base di insorgenza di malattie), a sentirsi maggiormente realizzato nella sua vita di ogni giorno, ad essere felice e a donare tale felicità anche agli altri.

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Dunque, non c’è l’idea prettamente occidentale di ricorrere ai farmaci se si vuole combattere una malattia – anche se dell’anima – , ma si fa ricorso all’immensa energia universale che pervade l’intera natura, quindi anche ognuno di noi.

Un’energia che scorre e che mette in relazione, aiutandoci quando ne abbiamo bisogno.

Il testo, suddiviso in sette capitoli, aiuta, pertanto, il lettore nel compiere questo suo personale viaggio, esplorando il sé, per poi incontrare al meglio gli altri, creando delle relazioni funzionali e felici.

Il fine è quello di superare il senso di solitudine – tipico della nostra società, che crede di essere coesa e connessa grazie all’illusione fornitale dai social media, mentre sempre più cade in una condizione di alienazione e di isolamento sociale – nutrendo sia il proprio corpo che la propria anima.

Una sfida impegnativa senza dubbio, ma alla quale non possiamo rinunciare per recuperare la nostra felicità e il nostro essere più autentico.

 

Recensione di Sabrina Rosa

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