Ogni birra pretende il suo bicchiere

Amanti della divina bevanda schiumosa, o semplici bevitori casuali, quando si va in birreria o in ristoranti più avveduti, neanche a dirlo, avrete notato che la vostra birra preferita viene servita in un bicchiere particolare, diverso magari da quello del commensale che ne ha ordinata una differente dalla vostra. Il fatto non è casuale.

Non è che manchino i bicchieri puliti o che si siano distratti. La verità è che ogni birra pretende il suo bicchiere. Andiamoli a vedere, dunque, questi contenitori di vetro che hanno lo scopo di mantenere la temperatura, esaltare le qualità e il sapore, mantenere la schiuma e l’aroma.

Per prima cosa dobbiamo distinguere tra bicchieri da birra e da degustazione. I primi devono contenere oltre al volume della bevanda la sua schiuma e pertanto devono essere adeguatamente capienti. I secondi andrebbero sciacquati solo con abbondante acqua tiepida, al fine di non alterare con i detersivi il gusto.

Iniziamo questo viaggio partendo dal classico boccale, il bicchiere da birra per eccellenza: stiamo parlando del Boccale Bavarese, siedel. Il vetro molto spesso permette di mantenere più a lungo la temperatura mentre la particolare lavorazione esterna evidenzia l’effervescenza. Ottimo per la classica bionda, quindi tipo Lager e Pils, quindi a bassa gradazione.

Siamo dinanzi al bicchiere per birra più famoso al mondo. Possono contenere 20, 30, 50 cl fino a 1 litro. Da non sottovalutare l’importanza del manico, che consente di non scaldare il bicchiere e quindi il contenuto attraverso il contatto con la mano.

Il Boccale Bavarese di oggi è parente diretto del krug (brocca) o stein (pietra) che, per l’appunto, era realizzato in ceramica come la pietra, il cotto, il gres, e la porcellana, o con altri materiali come argento, legno e peltro. Un tempo erano dotati di coperchio, finemente decorati e di manifattura elevata. Il tappo era attivato da una leva che era premuta con il pollice.

Quest’accortezza era fondamentale per salvaguardare la contaminazione da insetti e sporcizia, come anche da possibili e spiacevoli intromissioni di altre persone come starnuti, sputacchi e colpi di tosse. Questi particolari e bellissimi boccali erano segno distintivo delle classi aristocratiche. Oggi fanno bella vista nei musei dedicati, nelle antiche birrerie e sugli scaffali dei negozi di souvenir.

CIBO CRUDO

Questi contenitori hanno accompagnato per molti anni il consumo della birra. Basti considerare che il vetro e la sua diffusione risalgano alla metà del XIX Secolo, grazie alla rivoluzione industriale. I primi boccali erano lisci, seguiti poi da quelli con decorazioni a fossette circolari o ovali, che ancora oggi la fanno da padrone.

Curiosi sono i termini linguistici per descrivere particolari boccali come keferloher, dal villaggio di Keferich nei pressi di Monaco, realizzato in gres ed esternamente semplice; adlerhumpen, con decorata l’aquila bicefala del Sacro Romano Impero; in Franconia era tipico il sidla da 50 cl, mentre della regione del Palatinato era lo schoppen, anche questo da mezzo litro.

Ora passiamo al Weizenglass, forma svasata, alto e stretto. Prende il nome dalla birra Weizen, di frumento e con molta schiuma. Il bicchiere è ideale per questo tipo di birre.

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Se la vostra birra preferita è molto aromatizzata, magari non filtrata, rifermentata in bottiglia, invecchiata, non pastorizzata, dalla gradazione medio alta, il bicchiere ideale è di vetro molto spesso, ideale per mantenere la temperatura. E’ il Boccale Inglese. Privo di decorazioni dal fondo alto.

Il Calice, invece, dalla base larga e abbombata e dalla parte superiore stretta, è di vetro finissimo e liscio, ideale per le birre chiare Lager e Pils, la cui limpidezza viene così esaltata.

Dalla forma semisferica, con base a stelo, e dal vetro fino e trasparente, la Coppa è destinata alle birre da degustazione dal sapore più ricco e aromatizzato.

Variante della Coppa è la Balloon è leggermente più alta e si stringe verso l’apertura. Il top per le birre da degustazione, aromatizzate, e schiumose. Ideale per le mitiche birre di abazia.

Se avete optato per una birra Alt di Dusseldorf  quello che fa per voi è un bicchiere Altglass, di medie dimensioni, dalla forma cilindrica e semplice. Il vetro è piuttosto fino per dare la sensazione della freschezza al tatto. Se invece vi siete orientati su una Kolsh di Colonia, vi serve un Kolshglass, come il precedente solo più piccolo.

Bicchiere cilindrico, stretto alla base e più largo in alto, esalta le birre molto schiumose, usato soprattutto per le birre scure, è la Colonna Conica.

Per le birre spillate alla belga (tecnica che prevede l’inclinazione del bicchiere a 45° per poi raddrizzarlo mentre si riempie, lasciando che la schiuma strabordi, rimuovendo quella che romane in eccesso con una spatola inclinata rispetto al bicchiere.

In questo modo si eliminano le bolle più grandi e si compatta la schiuma), invece, ci vuole la Colonna Biconica. Vetro liscio, spesso, dalla forma sinuosa, più stretta sotto si allarga leggermente nella parte superiore, dalla base spessa e solida. Mantiene la schiuma e la sua compattezza.

 

Concludiamo questo nostro viaggio alla scoperta dei bicchieri da birra e da degustazione più noti, con la Pinta. Un semplice cilindro dalla forma conica o con rigonfiamento dalla metà a salire, non molto spesso.  Si tratta di un vero e proprio classico.

La Pinta contiene precisamente 568 millilitri. Perfetta per le birre inglesi che vogliono poca schiuma e per mantenere la cremosità di quelle irlandesi. La sagoma originaria subisce una prima variazione nel 1948, grazie al grafico Alexander Hardie Williamson, che ha introdotto la tipica bombatura sotto l’apertura, prendendo il nome di nonik, da no nick che significa nessuna sbeccatura. Questo permette di non far toccare i bordi dei bicchieri in caso di urto.

La New Pint, più maneggevole, ha ottenuto un successo clamoroso, tanto che dal 1970 è stato il bicchiere più utilizzato. Alla Pinta inglese si affianca quella statunitense, 473 ml, e a casa nostra la Pinta romana,  di 33 cl.

Ricordiamoci sempre che il bicchiere, per non alterare il sapore e la qualità della nostra birra, andrebbe sempre raffreddato, sotto acqua corrente. Per le birre da consumare velocemente, più beverine, scegliete bicchieri sottili mentre, per le birre da gustare con calma, è bene scegliere bicchieri più spessi, in grado di mantenere temperatura e del caso schiuma.

Alla salute. Buona birra a tutte e tutti.

Articolo di Alessandro Rotondi

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