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Risotto di bosco (Ricetta e realizzazione confezione regalo)

Ingredienti per 6 persone

  • gr 480 di riso
  • 1 cucchiaio di uvetta
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • gr 50 di funghi secchi
  • gr 40 fagioli lunghi secchi
  • 1 cucchiaio di more essiccate
  • 2 foglie di alloro
  • l 2 di brodo vegetale
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • gr 40 di burro
  • sale marino integrale
  • pepe nero

Preparazione

Iniziate a preparare il brodo vegetale, seguendo la ricetta presente nel nostro blog.

Versate i fagioli secchi in una terrina, copriteli abbondantemente con acqua. Lasciateli in ammollo 8 ore. Scolateli e sciacquateli. Lessateli 50 minuti, in una capace pentola con abbondante acqua bollente, con l’alloro, scolateli ed eliminate l’alloro.

Mettete intanto, l’uvetta e le more in una ciotola, coprite con un mestolo di brodo vegetale. Lasciate in ammollo 15 minuti.


 

Spezzate i funghi secchi, trasferiteli in una ciotola, copriteli con acqua tiepida, quindi lasciateli ammorbidire 15 minuti.

Scolate l’uvetta, le more e i funghi, strizzateli e tamponateli con carta assorbente da cucina.

Portate ad ebollizione il brodo vegetale rimasto. Sciogliete 1 cucchiaio di burro in una casseruola. Unite il riso, mescolate, lasciatelo tostare 2 minuti.

Bagnate, infine, con il vino bianco e lasciate sfumare 1-2 minuti.

Aggiungete 2 mestoli di brodo bollente. Unite i fagioli lessati, l’uvetta, le more e i funghi.  Salate e pepate.

Cuocete il riso 15 minuti aggiungendo brodo caldo man mano che verrà assorbito il precedente. Amalgamatevi i pinoli, mescolate 1 minuto e spegnete il fuoco.

Scioglietevi il burro rimasto. Servite subito.

Per la confezione regalo

Confezionate tutti gli ingredienti secchi per il risotto in sacchetti, meglio se almeno in parte trasparenti, chiusi da nastri decorativi e corredati con un cartoncino recante la ricetta suggerita sopra.

Ricetta e  realizzazione confezione regalo di Roberta D’Alessandro

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Chef Anita Formento e il suo Vegup. Passione, gusto e creatività in cucina

 

Il mondo della cucina cruelty free è assai variegato e le proposte di cucina alternativa sono in costante aumento e con esso le Chef e gli Chef che scelgono di abbracciarla, senza rinunciare alla fantasia e al gusto.

Questi maestri della cucina sempre più escono dalle loro cucine per divulgare le loro conoscenze e la cultura del mangiare vegano attraverso corsi, social media e sociale network. Come sapete sono sempre in viaggio alla scoperta del mondo vegano, pieno di situazioni e personaggi.

Oggi vi presento la Chef Anita Formento, simpatica, poliedrica nella sua veganità che ci ha concesso un po’ del suo tempo tra blog, facebook e il suo lavoro in cucina. Capo Cuoco, bar tender, docente di cucina vegana, founder, Anita viene dalla splendida isola siciliana, e più precisamente da quel di Messina e si è gentilmente prestata a rispondere ad alcune domande.

Roberta: Quando e perché sei diventata vegana?

Anita: Sono vegana da circa 12 anni. Da adolescente, verso i 16 anni, l’amore per gli animali mi ha portato ad eliminare dalla mia alimentazione carne e pesce, non riuscivo a sopportare l’idea di dover nuocere a qualcuno per nutrirmi. Col passare del tempo, grazie a internet, ho scoperto anche tutto quello che si celava dietro l’industria del latte e delle uova, i problemi che questi alimenti provocano al nostro organismo e l’impatto ambientale devastante che gli allevamenti hanno sul nostro ecosistema. Ho pensato che passare dall’alimentazione vegetariana a quella vegana fosse la cosa giusta da fare.

R: É facile essere vegana in Sicilia, a Messina?CIBO CRUDO

A: Andando a mangiare fuori è difficile rimanere insoddisfatti, la cucina tradizionale siciliana ha molti piatti a base di verdure (panelle, caponata, zuppa di zucca lunga) che si trovano facilmente nei ristoranti classici. Nei “locali” timidamente fanno capolino burger vegani o insalate di quinoa, Messina è una città ancora un po’ acerba ma la tradizione aiuta.

R: Come nasce la tua passione per la cucina?

A: Come dicevo prima, quando sono diventata vegana non c’era un grande commercio di tofu, seitan o altri preparati già pronti, non c’erano marketbio etc, l’unica cosa che si trovava era la soia disidratata quindi rimaneva solo da imparare a cucinare! Mia madre è una brava cuoca, molte delle cose che so me le ha insegnate lei, a me è sempre piaciuto cucinare, c’è della magia in cucina, prendi delle materie prime, come la farina o gli ortaggi, le plasmi e le trasformi con gli elementi, cuoci col fuoco, essicchi con l’aria, lessi con l’acqua, puoi fermentare con la terra..

R: Tu lavori in un pub che fa cucina onnivora, come riesci a conciliare questo col tuo essere vegana?

A: Diciamo che quello che mangio io non influisce sul mio rendimento lavorativo anzi, spesso faccio prove di piatti vegani che vengono approvati e passati in menù. Quando ho iniziato a lavorare al Bir&Fud in menù c’era solo qualche piatto adatto anche ai vegani, adesso c’è tutto, dall’antipasto al dolce, i miei colleghi sono sempre curiosi di sapere come ho fatto cosa. Credo sia una piccola rivoluzione, si parte anche da qui, facendo comprare meno carne nel ristorante in cui lavori! 

R: Ci siamo conosciute ad un corso di cucina vegana, in cui tu eri l’insegnante. Ritieni che far capire alle persone che cucinare vegano  può essere facile e che non significa rinunciare al sapore, possa far avvicinare altre persone a questo tipo di alimentazione?

A: Certo..è fondamentale! La gran parte delle persone pensano ancora che i vegani mangino solo verdure lesse e insalate. Ci sono diversi modi per arrivare al cuore delle persone e la cucina è sicuramente uno di questi.

R: Cosa é VegUp?

A: Come ti dicevo prima credo che sia fondamentale diffondere il più possibile il pensiero vegan, che poi sia tramite delle ricette, un articolo o un aperitivo non importa, l’importante è raggiungere più persone possibili. Vegup nasce per questo, per diffondere notizie sul mondo vegan, per imparare a cucinare con i corsi che faccio e con le ricette che scrivo oppure semplicemente per venire a provare la famosa cucina vegan durante qualche evento come cene o aperitivi…e chi lo sa se diventerà anche un ristorante…staremo a vedere.

R: Cosa fai tu di concreto per far conoscere il  pensiero vegano?

A: Ho creato Vegup! Io so cucinare e ho fatto di questo la mia arma di “diffusione” di massa, scherzi a parte mi sembra di non fare mai abbastanza, ma non posso fare l’attivista, non ne ho il tempo materiale.

R: Ci dai una ricetta per i nostri lettori?

ACi sono gli ultimi mazzi di cavolo nero sui banchi del mercato..sfruttateli al meglio, fateci un pesto!
Lavate e pulite separando dalla costa centrale, un mazzetto di cavolo nero. Lessatelo per una decina di minuti con un pizzico di bicarbonato. Scolatelo per bene e strizzatelo, passatelo al minipimer con una manciata di pinoli, uno spicchietto d’aglio senza anima e un filo d’olio, aggiustate di sale e conditeci la pasta aggiungendo dei pachino semisecchi o usatelo come base per delle bruschette.

Vi invito a visitare il sito Vegup per scoprire invitanti ricette e il mondo vegup, e la pagina facebook  sempre di Vegup. E

se vi capita di fare un giro a Trastevere, magari in via Benedetta, potreste fermarvi a bere una al bir&fud e fatevi stuzzicare da qualche manicaretto vegano, preparato sapientemente dalla nostra Anita.

Articolo di Roberta D’Alessandro

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Macrolibrarsi.it presenta la nuova collana Il Filo Verde di Arianna

La nostra trasferta emiliana . Verde-natura a “Manualmente” salone della creatività

 

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Alla fine il giorno è arrivato. Come preannunciato sabato scorso siamo stati a Cesena.

In quattro ci siamo imbarcati per raggiungere l’Emilia Romagna.

Destinazione Cesena Fiera, dove era in programma il secondo giorno di Manualmente – il talento in libertà”.

L’appuntamento è alle ore 07.00. La brigata è composta dal fotografo ufficiale del blog, Marco, dal sottoscritto, dalla nostra esperta di spezie, Assunta e da lei, la “mastercheffa”, Roberta.

Il tempo dell’ultimo check: ingredienti, spezie, arnesi, ci sono tutti; la macchina fotografica c’è; il mezzo c’è. Noi ci siamo.

Macrolibrarsi.it presenta la nuova collana Il Filo Verde di Arianna

Prendiamo posto in macchina e via, si parte. Direzione Orte, per poi imboccare la Strada di Grande Comunicazione E45Orte-Ravenna.

Fatto il pieno di carburante, non manca veramente nulla.

La strada da percorrere è tanta, la sveglia è suonata presto. Il programma di oggi prevede alle ore 14.00 lo showcooking di Roberta con Sapori Mediterranei. Tra una chiacchiera e l’altra, la nebbia, che ci avvolge, non permette agevolmente di notare i cambiamenti del paesaggio tra il Lazio, l’Umbria, la Toscana. Siamo quasi in Emilia quando, finalmente, ecco dietro la curva il sole.

Localizzatore con calamite, contenitore stagno, controllabile da cellulare, antenna interna, lunga autonomia, avvisi in tempo reale geofence e movimento.


La vegetazione autunnale che colora gli Appennini ci sorprende piacevolmente. E’ finalmente arrivato il momento di una sosta. Il tempo di un caffè, sgranchire le gambe, e di nuovo sulla strada.

Sono le ore 12.00 quando arriviamo in quel di Cesena. Non ci sono indicazioni per la fiera. Ci fermiamo a chiedere. La simpatica calata è quella tipica. La nostra destinazione è Borgo Pievesestina.

Eccoci arrivati. Cielo limpido e sole caldo. Scarichiamo la macchina, ritiriamo i pass e entriamo. Lo spazio da raggiungere si trova in fondo.

Attraversiamo diversi stand, tutti dedicati alla manualità, all’arte, al riciclo, alla scuola moda, al Natale (bellissimo il presepe fatto di pandoro). Artigiani e giovani talenti. Il live motive è il fai da te.

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D’altronde siamo alla fiera delle arti manuali. Raggiungiamo il nostro spazio. La postazione è organizzata con tanto di “americana”, telecamera superiore e due schermi laterali, a incorniciare n grande banco di lavoro, ben attrezzato.

Ci presentiamo al desk, dove incontriamo Paola Di Giambattista, che cura l’iniziativa. Ci accoglie con simpatica e calore. Depositiamo i bagagli e attendiamo il nostro turno.

Assistiamo, quindi, alla realizzazione del piatto proposto dallo chef  Domenico Bartolomeo. Dopo di lui è la volta della foodblogger-farmacista-erborista Erika Brugnoli e, dopo aver assaggiato i suoi gustosi e interessanti triangolino di piadina vegan ai semi del benessere con crema di ceci, tocca a noi.

Marco ha già posizionato la camera sul treppiede per la ripresa.

L’emozione sale. Roberta e Assunta raggiungono la postazione, e si armano del necessario. Indossano i grembiuli di manualmente. Roberta viene microfonata.

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Paola presenta il blog, le nostre chef e le salse, che si accingono a preparare: la salsa non tonnata veg e la salsa mediterranea.

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Pronti, via. Il microfono amplifica con la voce l’emozione di Roberta, mentre illustra i passaggi delle preparazioni. È il momento dell’assaggio.

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È piaciuto. Bene. Un sospiro di sollievo. La prova è finita.

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Il tempo di sgomberare il piano, riporre arnesi e ingredienti, per fare spazio allo chef rurale Carlo Lisi. I suo spaghetti di farro con pesto di piantaggine e cacao ci incuriosisce molto.

Ci tratteniamo per seguire la preparazione del piatto e assaggiare. Sono ormai passate le 16.00 e, dopo aver salutato Paola, che ringraziamo ancora per averci ospitato, ricarichiamo tutto in macchina, e ripartiamo alla volta di Roma.

Sono da poco trascorse le 21 quando entriamo nel GRA. Stanchi ma contenti per aver vissuto una bella esperienza e incontrato persone simpatiche e preparate. Buona la prima, quindi, in attesa di altre avventure.

Paola Di Giambattista con Roberta D'Alessandro e Assunta Ruscitto
Paola Di Giambattista con Roberta D’Alessandro e Assunta Ruscitto

Un grazie di cuore va a Paola Di Giambattista, che ci ha ospitati ed accolti calorosamente al nostro arrivo a Cesena.

Articolo di Alessandro Rotondi

verdenaturablog@gmail.com

 

P.S. Credo si siano divertite davvero molto a cucinare….guardate un pò come le abbiamo immortalate il giorno dopo!

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Mica male no?

 

“Il sale sulle code”. Gara di cucina vegan…noi ci saremo e voi?

 

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Appuntamento per sabato 24 settembre con Il sale sulle code, gara di cucina vegan, che vedrà i cuochi cimentarsi, questa volta, con la preparazione di piatti salati.

L’appuntamento è per tutti a Roma in Via Oceania, presso l’Happy Lake, alle ore 16.00.

L’iscrizione per i cuochi è gratuita, mentre i partecipanti, che per l’occasione saranno anche assaggiatori ufficiali e giudici, è previsto il pagamento di una quota di € 7,00.

L’incasso sarà interamente devoluto al sostegno di progetti a favore di animali. evi

I premi in palio sono tutti offerti da IVegan, mentre l’organizzazione della manifestazione viene curata dall’associazione Liberi AmiAmoli.

Insomma un’occasione davvero unica per potersi sperimentare come cuochi, per assaggiare tanti piatti della cucina vegan (visto mai togliamo qualche stereotipo sul fatto che chi non mangia carne non sa con cosa nutrirsi?) e per incontrare un’associazione animalista da anni attiva sul territorio.

Per informazioni ed iscrizioni potete contattare Monica al numero 335.7735307 o inviare una mail all’indirizzo:  salesullecode@gmail.com.1

Per saperne di più e rimanere aggiornati sull’evento, invece, consultate la pagina facebook ufficiale dell’evento.

Dunque iniziate a pensare alla vostra ricetta e che vinca il migliore!

A proposito…ma la nostra cuoca Roberta D’Alessandro cosa ci preparerà di buono?

2Articolo di Sabrina Rosa

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Recensione “Curare il diabete senza farmaci”…partecipato e vinto

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Ebbene si…abbiamo partecipato e vinto un nuovo contest!

Questa volta, dunque, ci è arrivato direttamente a casa, uno splendido libro, davvero utile per chi soffre di diabete o vuole solo saperne di più…WP_20151029_002

Un grazie di cuore a tutti i nostri lettori e a Macrolibrarsi, che ha fatto da sponsor all’iniziativa!

Nei prossimi giorni vi proporremo qualche ricetta tratta proprio da questo testo, così potrete saperne tutti di più!

Per ora ancora grazie e…al prossimo contest!

Recensione “Fai come Isa”…vinto il testo originale

 

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Ebbene si siamo stati premiati da Macrolibrarsi, con la recensione fatta al testo “Fai come Isa. le migliori ricette della cuoca vegan più famosa d’America”.

E in pochissimi giorni il libro è arrivato a destinazione, direttamente a casa. Un testo davvero bello, oltre che utilissimo.

Bello il formato, ancor migliore l’impaginazione, che consente di WP_20150619_016avere in un solo colpo d’occhio tantissime notizie insieme.

Quindi ora si parte sperimentando le ricette contenute all’interno del volume, condividendole con i nostri lettori e verificando insieme quanto sia facile e veloce anche la cucina vegan.

Pronti? Si parte!!!

“Mangiare e Bere Sano in Romagna” – Un manuale di viaggio speciale

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Il testo che vi presentiamo in questa sezione del blog, “Mangiare e Bere Sano in Romagna”, è una guida originale e, allo stesso tempo, unica per chi decide di visitare l’Emilia Romagna.

Infatti, malgrado la scelta alimentare vegetariana e vegana sia sempre più diffusa tra la popolazione, tuttavia è, in molti casi ancora difficile trovare delle attività (ristoranti, pizzerie, alberghi, agriturismi) davvero sensibili all’argomento.

Il più delle volte, perciò, ci si accontenta in qualche modo di mangiare un’insalata o altra verdura per non rinunciare passare una giornata insieme ai propri amici, ma quando si deve organizzare una gita più lunga o una vacanza (visto che siamo ormai in piena estate) avere un itinerario da scegliere, che sappia rispettare anche le nostre attitudini alimentari, è fondamentale.

Questa guida è proprio la risposta ai nostri problemi. Infatti, dopo aver seguito itinerario turistico ed eno-gastronomico all’interno della regione Emilia Romagna, con partenza da San Marino, gli autori hanno potuto raccogliere oltre  500 indirizzi di attività specializzate per vegetariani, vegani, crudisti e tutti coloro che dedicano particolare attenzione a cosa mangiare ogni giorno.

Arricchito di foto, ricette, consigli e indicazioni pratiche, “Mangiare e Bere Sano in Romagna” regala al lettore un aspetto inedito di una regione da sempre attenta alla cultura, ma che sa qui offrire anche molto altro ancora.

L’estate è arrivata, quindi prima di chiudere le valigie mettiamo anche questo testo a portata di mano e usiamolo come bussola privilegiata nel nostro andare.

Nutrirsi correttamente e non dover impazzire nel trovare luoghi a noi idonei, che sappiano rispettare le nostre scelte a tavola, è già un buon inizio…il resto lasciamolo a “Mangiare e Bere Sano in Romagna” e sarà una vacanza speciale.

“Fai come Isa” di Isa Chandra Moskovitz

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Molto spesso, di fronte all’affermazione: “Sono vegetariano” o, ancor più, “Sono vegano!”, immediatamente in chi si ha di fronte scatta la domanda: “E cosa mangi? Ma, soprattutto, quanto tempo ti ci vuole per cucinare?”

Eh si perché il problema tempo non è un fattore secondario nella vita di oggi e, probabilmente, uno degli stereotipi più diffusi è proprio inerente la ridotta scelta alimentare di chi segue un’alimentazione vegana, nonché la maggior necessità di tempo da passare in cucina per poter preparare specifiche pietanze.

Allora, sfatiamo luoghi comuni e spezziamo ogni pregiudizio. Il testo “Fai come Isa“è proprio quello che ci occorre per aiutarci a dare una lettura completamente nuova alla cucina vegana, osservandola, ma soprattutto sperimentandola, da una prospettiva del tutto nuova.

Pagina dopo pagina, potremo così scoprire circa 200 ricette, tutte rigorosamente cruelty free, semplici e veloci da preparare. Non serve tempo – come evidenzia l’autrice – ma occorrono tecnica e alcuni strumenti specifici. Poche mosse e il gioco è fatto.

Di ricetta in ricetta, il lettore si appassionerà, quindi, ai consigli della cuoca vegana più nota negli Stati Uniti, il cui libro è apparso in Italia solo nel mese di Maggio 2015, ma già sta facendo parlare di sè tra gli appassionati dei fornelli verdi.

Tra primi piatti, zuppe, burger, contorni, stufati, ogni angolo della tavola viene preso in considerazione, valutato, suggerito dall’autrice, cosicché non si possa più dire: “No, vegano no, se no devo rinunciare a tantissime cose!”.

Questo libro promuove, non censura la cucina. Ogni piatto è alla portata delle cuoche, che vogliono cimentarsi nella sua preparazione, basta solo trovare gli ingredienti giusti, tutti rigorosamente cruelty free.

Pronti per cimentarvi ai fornelli? Non serve molto, basta solo seguire un piccolo suggerimento: Fai come Isa.

Tofu

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Il tofu è uno degli alimenti base della cucina vegana e vegetariana. Si tratta di un derivato della soia, non fermentato, il cui nome, letteralmente, significa “carne senza ossa” e deriva dal giapponese.

Ha un basso tasso calorico (70 calorie ogni 100 grammi), un elevato contenuto proteico, è povero di grassi e non contiene colesterolo. Può essere consumato così com’è oppure si può insaporire con erbe aromatiche o, ancora, si può decidere di trasformarlo in salse , creme, hamburger, polpette o dolci.

Come fare il tofu

Il tofu si ottiene dai fagioli di soia, che devono essere lavati, messi in ammollo in acqua e poi macinati o frullati, insieme all’acqua rinnovata, quindi bolliti sul fuoco. E’ bene continuare a mescolare per tutto il tempo necessario affinché la schiuma che si forma possa addensarsi.

Dopo di che, usando come filtro un canovaccio, lavato con saponi biologici, si separa il latte dalla purea di fagioli, che è ottima come fertilizzante, per cui non va buttata.

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A questo punto si rimette il latte sul fuoco e lo si fa di nuovo bollire per circa dieci minuti. Poi si spegne la fiamma e  si aspetta che si raffreddi, arrivando ad una temperatura di circa 80°C (si vede che la temperatura è quella giusta, quando il composto non fuma più).

Dopo di che si fa cagliare il liquido usando il nigari, un caglio ottenuto dal sale marino, versando quest’ultimo lentamente, in modo tale che possa sciogliersi del tutto e favorire il processo di solidificazione omogeneo.

Per dare la forma al tofu, si possono utilizzare le classiche formine da ricotta oppure si può prendere un colino e rivestirlo con delle garze, poi si versa all’interno la cagliata e la si lascia scolare per almeno 40 minuti. Dopo di che si passa il panetto ottenuto in acqua fredda e lo si lascia raffreddare per circa un quarto d’ora in ammollo.

Come conservare il tofu

Il tofu può essere conservato al massimo per una settimana, mettendolo in una ciotola ripiena di acqua, che andrà cambiata ogni giorno. Se cotto, può essere surgelato e mantenuto così per non più di cinque mesi; in questo caso, però, è bene sapere che la sua consistenza cambia e anche il colore diventa un pò più scuro.