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Gabriella K. Turci, Kristofer Twofeathers “Luce per le Emozioni – Cofanetto Carte con Diario. Un viaggio dentro te stesso per ritrovare benessere e serenità”

Si definisce competenza affettiva la capacità di riconoscere le proprie emozioni di dare loro un nome e quindi di affrontarle.

Detta così potrebbe sembrare qualcosa di assolutamente naturale e insita in ciascuno di noi, ma non lo è.

La realtà quotidiana mostra, infatti, che sempre più spesso si fa difficoltà a dare un nome alle proprie emozioni.

Si passa da un’iperbole (“Sono depresso!” che, tra l’altro, la depressione non è un emozione, ma un disturbo del tono dell’umore) al suo opposto (“Sono euforico!” altro errore) e non si sanno nominare tutte quelle sfumature intermedie, che danno un senso al nostro quotidiano.

Le emozioni rinforzano, infatti, i nostri processi cognitivi o, al contrario, possono anche ostacolarli laddove questi siano connessi ad eventi spiacevoli, che sono stati alla base dell’insorgenza di emozioni negative.

Le emozioni, poi, ci aiutano a relazionarci con gli altri, sostenendoci nelle scelte più o meno congrue che compiamo, a seconda del contesto culturale di riferimento.

Ecco spiegato perché quando in un individuo la competenza affettiva diventa deficitaria, le conseguenze si rivelano particolarmente invalidanti.

Cosa fare? Oggi vi propongo uno strumento, che potrebbe rivelarsi molto utile per ognuno di noi.

Si tratta del box Luce per le Emozioni – Cofanetto Carte con Diario. Un viaggio dentro te stesso per ritrovare benessere e serenità di Gabriella K. Turci, Kristofer Twofeathers, che potete trovare on line sul sito Il Giardino dei Libri.

Questo cofanetto contiene al suo interno delle carte ed un diario, che è possibile usare per cercare di dare ordine alle proprie emozioni.

In tutte le fasi della vita può succedere di dover affrontare momenti negativi e di provare, allora, rabbia o paura o tristezza.

Emozioni negative che, al pari di quelle positive, sono parte integrante di noi e non vanno mai ignorate, né tanto meno rimosse, ma vissute proprio per trovare al meglio le soluzioni, che stiamo cercando.

Imparare a dare loro un nome, capire come affrontarle non è impossibile.

Basta a volte solo fermarsi e prendersi un po di tempo per riuscire a comprendere, spostando il punto di vista non più sulla risposta, ma piuttosto sulla domanda corretta da porsi.

Le soluzioni sono sempre dentro di noi.

Diario e carte rappresentano possibili strumenti, che Luce per le Emozioni – Cofanetto Carte con Diario. Un viaggio dentro te stesso per ritrovare benessere e serenità mettono a disposizione.

Cosa c’è di più affascinante del conoscere se stessi?

Forse questa è una delle sfide più importanti del nostro tempo, alla quale è ora di rispondere.

Recensione di Sabrina Rosa

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“La Comunicazione Mente-Pancia Come la conversazione nascosta nel nostro corpo influenza scelte, umore e stato di salute” di Emeran Meyer

Quante volte ci è capitato di dire o di sentir dire da qualcun altro: “Di pancia farei…anche se poi la testa mi blocca o mi dice altro”.

Di pancia…Ecco ci siamo mai fermati a pensare a cosa significhi questa frase nella sua essenza? Che legame esiste – se mai esiste davvero – tra testa e pancia?

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Ce lo racconta in un testo dal titolo esplicativo La Comunicazione Mente-Pancia Come la conversazione nascosta nel nostro corpo influenza scelte, umore e stato di salute il dottor Emeran Meyer, che da quasi mezzo secolo, ormai, si occupa proprio della relazione esistente tra corpo e mente.

Una relazione intensa, che diventa poi ancor più stretta quando andiamo a verificare come comunicano tra di loro il cervello e l’intestino, da alcuni definito proprio un secondo cervello, in grado di guidare le nostre scelte e di orientare i nostri pensieri.


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E’, infatti, a tale livello che la flora batterica manda segnali importanti al sistema nervoso centrale, entrando in una condizione di sofferenza quando non stiamo bene.

E da qui colite, gonfiore, senso di spossatezza e di pesantezza (soprattutto nelle donne), insomma una serie di messaggi di disagio, che parte dall’intestino per far emergere uno stato problematico, il quale ha bisogno di risposte immediate.

Purtroppo la medicina occidentale, che rifiuta in qualche modo una visione olistica dell’individuo, fa ancora molta fatica a riconoscere, da un punto di vista meramente scientifico, la relazione che corre tra cervello e intestino.

Così, il più delle volte, quando si verificano fenomeni di colite che dura per mesi o di disfunzione legate all’alterazione della flora batterica, si preferisce ricorrere all’assunzione di fermenti, di farmaci stabilizzanti, di integratori.


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Perfetto. in pochi giorni – se si è fortunati – il sintomo scompare e tutto sembra tornato alla sua normalità.

Eppure non è così. Infatti, solo il sintomo viene meno, ma la causa resta là ferma, pronta a riesplodere non appena ne avrà la possibilità.

Il testo del dottor Meyer allora cerca di dare nuovi spunti di riflessione sull’argomento, invitando a divenire maggiormente consapevoli del potere della nostra mente, laddove la si lasci libera di dialogare con il resto del corpo.

Si tratta di un processo sicuramente lungo, tanto che è lo stesso autore ad evidenziare come sia importante sin dall’infanzia insegnare ai bambini a  viversi come un’unità, fatta di tanti elementi in equilibrio e in dialogo tra loro.

Lungo si, ma non impossibile. Forse, allora, è arrivato davvero il momento di scegliere di pancia la nostra prossima mossa.

Testo alla mano, lasciamoci andare alla lettura di questo libro e di sicuro ne rimarremo affascinati.

Se l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto i danni provocati dallo stress come uno dei principali fattori di mortalità al mondo, allora come non cogliere al volo la possibilità di combatterlo senza ricorrere a farmaci, ma semplicemente ascoltandoci?

Recensione di Sabrina Rosa

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