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Come coltivare i pomodori in vaso

Io personalmente trovo non solo rilassante, ma anche fortemente soddisfacente coltivare sul proprio balcone ortaggi e piante varie.

Vederli crescere, fiorire e poi produrre frutti mi dona una piacevole sensazione di riconciliazione con il mondo, quindi perché non unire l’utile ad dilettevole e portare avanti questa passione?

Tra tutte le piante che ho, quelle che amo in maniera particolare sono i peperoncini e i pomodori (spero non me ne vogliano la lavanda, la maggiorana, il prezzemolo e l’origano che abitano nei vasi vicini, ma credo che non mi leggano, quindi per questa volta sono salva. Poi parlerò anche di loro!), entrambi coloratissimi, profumati e pronti a riempire di fiori prima e di frutti poi il mio balcone.

Oggi, dunque, voglio parlarvi di come poter coltivare i pomodori in vaso (a proposito quelli in foto sono i miei, semplicemente fantastici!).

Si tratta di una tipologia di coltivazione particolarmente semplice, che non richiede grandi conoscenze tecniche, né troppo tempo da dedicarle.

Innanzitutto precisiamo che i pomodori andrebbero invasati a maggio, ma in questo periodo si trovano le piantine già pronte, quindi basta  acquistarle e metterle sul vostro balcone.

Quando si deve scegliere un vaso, sarebbe preferibile optare per delle fioriere e porre ogni piantina a circa 15 centimetri di distanza dall’altra. Se, invece, si prendono vasi singoli, allora è bene avere l’accortezza di sceglierne di dimensioni non inferiori ai 30 centimetri.

In entrambi i casi, comunque, ricordatevi di posizionare i pomodori in una zona soleggiata.

Man mano che le piante crescono, mettete delle canne di bambù all’interno del vaso e legate a queste ultime i rami più pesanti, così da evitare che si rompano sotto il peso dei pomodori.

Se si parte dalla semina è importante, invece, ricordare che il mese di marzo è quello migliore per dare avvio ad una semina protetta, per poi passare le piantine all’aperto da maggio.

I pomodori vivono bene ad una temperatura, che si aggira intorno ai 21-22 °C, tuttavia possono anche resistere a climi più rigidi; importante è non scendere al di sotto dei 3°C perché la pianta in questo caso rischia di morire.

Per quanto riguarda l’annaffiatura, fondamentale ricordarsi di dare acqua abbondante ogni giorno, con particolare attenzione ai periodi come questo, in cui si arriva oltre i 30°C, per evitare che la pianta si secchi e muoia.

Come sempre è preferibile dare l’acqua la sera, in modo tale che l’umidità della notte prolunghi i tempi di permanenza dei liquido nel vaso.

E’ importante non bagnare mai le foglie, per evitare di indebolirle, esponendole più facilmente ad infestazioni di parassiti e di funghi.

Rispetto alle varietà di pomodori da scegliere per il vostro orto sul balcone, sono da prediligere la qualità ciliegia oppure i Cuore di bue o i San Marzano o i datterini.

Dopo questa breve illustrazione sulla gestione dei vostri pomodori, passiamo alla parte pratica e vediamo come porre le piante nei vasi.

Iniziate con il riempimento dei vasi stessi con la terra, fino ai due terzi dell’altezza del contenitore e non oltre. Dopo di che mettete le piante all’interno leggermente inclinate, rispettando una distanza di circa 15 centimetri una dall’altra.

A questo punto aggiungete altra terra ed innaffiate.

Seguite giorno dopo giorno la crescita delle vostre piante, pronti – come dicevamo – a sorreggerle con delle canne quando saranno abbastanza alte.

Veder spuntare i primi fiorellini è davvero una soddisfazione e vederli, poi, trasformare in pomodori è ogni volta un’emozione.

Un’ultima cosa: d’inverno le piante in genere muoiono, ma ormai io non le semino più. In primavera rispuntano in totale autonomia, grazie ai pomodorini che cadono nel vaso e che lascio là.

Ora non vi resta che provare. Un piccolo modo per avere un angolo di verde anche in città, auto producendosi ortaggi genuini ed unici.

Articolo di Sabrina Rosa

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Nuova collaborazione con Wellindal

Ebbene si. Da oggi parte una nuova collaborazione del blog con il sito Wellindal, che offre ai propri clienti prodotti esclusivi e soprattutto consente loro di scegliere tra una vasta gamma di articoli quello che ritengono più idoneo a soddisfare le proprie esigenze.

Wellindal, infatti, spazia dagli utensili per la cucina (nostro pane quotidiano dal momento che almeno una ricetta al giorno la nostra cuoca Roberta la prepara sempre) agli articoli per il bricolage (e qui è il nostro creativo Marco, che si diverte realizzando lampade ed orologi o altro ancora) fino agli attrezzi per il giardino o anche ai sementi che si possono utilizzare per creare il proprio orto sul balcone e per riempire, così, un cesto della spesa sempre in linea con i prodotti di stagione (proprio come ci suggerisce mensilmente Assunta).

Da non dimenticare, infine, anche una sezione dedicata ai nostri amici a quattro zampe, che non è di certo da sottovalutare.

Tantissimi spunti  per ognuno di noi, sia per poter cucinare in tutta comodità, che anche per dare libero sfogo alla propria creatività e al proprio pollice verde.

Il tutto acquistando comodamente da casa, senza bisogno di impazzire da un negozio all’altro per cercare quello che si sta cercando.

A noi personalmente la collaborazione è apparsa sin da subito particolarmente interessante e nei prossimi giorni vi mostreremo anche cosa abbiamo realizzato con questi prodotti e come poterli sfruttare al meglio.

Passate a dare un’occhiata anche voi e poi fateci sapere cosa ne pensate…

 

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Come organizzare al meglio gli spazi nell’orto sul balcone

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Spesso una delle cose che disincentiva maggiormente dalla realizzazione di un orto sul balcone riguarda proprio gli spazi a disposizione.

Si pensa, infatti, che siano necessari tanti metri quadri, ma non è esattamente così. Ciò che conta è, piuttosto, ottimizzare quelli che si hanno e, soprattutto, creare le giuste combinazioni di piante all’interno dei vasi.

Gli accorgimenti a nostra disposizione sono diversi.pom

 

Innanzitutto l’utilizzo di grigliati (così come nella foto a destra) aumenta la superficie a disposizione.

Anche i tralicci, che troviamo spesso come parte integrante dei vasi, sono un valido ausilio, perché aiutano la coltivazione di zucchine rampicanti, di fagiolini, di zucchette ornamentali, di pomodori e di tutte quelle specie rampicanti, che si svilupperanno in altezza senza togliere spazio al vostro balcone.

Inoltre, in alcuni casi i tralicci si possono impiegare anche come copertura del terrazzo, così da creare spazi di ombra, in cui rilassarsi nelle giornate più calde dell’anno.

Oppure si può optare per vasi appesi alle pareti o in alto o sistemati su scaffali.

Quelli che vedete qui in foto – ad esempio – li abbiamo realizzati in casa, usando dei vecchi barattoli di pelati riciclati.

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Le stesse ringhiere possono essere un ottimo punto di ancoraggio per appendere i vasi, ma bisogna anche in questo caso fare molta attenzione alla capacità di peso che sono in grado di supportare.

Quindi, prima di scoraggiarvi, pensate a due cose fondamentali: non siete in campagna, ma in città e, per di più, in un palazzo per cui non potete mettere dei vasi giganteschi, proprio per una questione di peso.

Poi, un orto deve essere un hobby, oltre che un angolo di benessere, per cui non ci complichiamo la vita, ma iniziamo da piccole cose.

Partiamo, allora, da alcuni piccoli consigli sulla scelta delle piante, che si decide di coltivare. E’ bene sapere che possono convivere in uno stesso recipiente tutte le piante aromatiche (rosmarinfiorio, salvia, maggiorana, menta, prezzemolo, timo, erba cipollina) o anche le piante che fanno fiori, quali anemoni, astri, gerani, narcisi, piselli odorosi.

Ottime anche le combinazioni tra peperoni, spinaci e piselli e tra insalata e pomodori o, ancora, tra basilico, prezzemolo e pomodori sempre.

In questo caso bisogna avere l’accortezza di scegliere zone poco soleggiate del balcone, perché si tratta di piante che non amano l’esposizione diretta ai raggi al sole.

Al contrario è fortemente sconsigliato far crescere all’interno di un unico vaso piante che fanno parte della stessa famiglia (piselli e fagioli, melanzane e pomodori), perché tale combinazione rende ciascun vegetale più facilmente attaccabile da parte di parassiti (soprattutto le cocciniglie) e di altri organismi patogeni, come funghi o muffe.

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Abbiamo, dunque, visto che il problema “spazio” può essere facilmente superato. Passiamo, pertanto, al problema posizionamento, perché anche la scelta della collocazione dei vasi è fondamentale per la buona riuscita del nostro orto sul balcone.

In linea di massima la prima regola da seguire è quella di proteggere le piante dall’esposizione diretta del vento, che le indebolisce (quindi no ad una sistemazione nella parte nord del balcone), e di metterle piuttosto dove ci sia molta luce per un numero prolungato di ore nel corso della giornata (prediligere, di conseguenza, esposizioni a sud-est, ovest e sud-ovest, est).

Infine da prendere in considerazione anche la compatibilità tra pianta e vaso, perché non tutti i recipienti vanno bene allo stesso modo. Di questo abbiamo già parlato in un altro articolo, ma qui vi ricordi alcuni piccoli accorgimenti generali.

Le zucchine, le melanzane e i peperoni, ad esempio, richiedono vasi molto profondi, altrimenti non riescono a produrre frutti.

Le piante aromatiche, invece, tranne l’alloro, si accontentano di spazi ristretti.

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Insomma bisogna soltanto seguire piccole regole e dar spazio alla fantasia. Le foto, che vedete qui, sono tutte le mio piccolo orto sul balcone. Al momento stanno fiorendo i peperoncini, quindi la prossima volta parleremo un pò meglio di questa pianta.

Articolo di Sabrina Rosa

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Come coltivare l’aglio in vaso

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L’aglio va piantato nel mese di marzo, quindi ormai ci siamo. Innanzitutto prima di procedere a scegliere vaso e localizzazione, bisogna decidere quale varietà di aglio si intende coltivare.

Esiste infatti un tipo di aglio bianco, che ha una buona resistenza al freddo, si conserva per un periodo di tempo lungo e ha un sapore più deciso, ed un aglio rosa, che, invece, è particolarmente delicato, quindi non sopporta i climi troppo freddi o umidi.

Non è necessario usare dei semenzai, ma basta mettere direttamente nella terra uno spicchio di aglio a testa in su, in modo tale che possa sporgere un pò all’esterno.

In media, all’interno di un vaso con un diametro di 30 centimetri, è possibile piantare 9 spicchi di aglio.dent

Per ottenere risultati soddisfacenti, dobbiamo scegliere un angolo del nostro orto sul balcone esposto a mezzogiorno, abbastanza asciutto e riparato.

La terra va preparata un pò prima di quando mettiamo dentro gli spicchi d’aglio. E’ bene concimarla con fertilizzanti abbastanza ricchi di potassio e di fosforo, elementi indispensabili per una crescita sana di quest’ortaggio.

Una volta che la pianta inizia a crescere, innanzitutto, bisogna stare attenti a dare acqua nelle giuste dosi, quindi si costantemente, ma senza bagnare troppo la terra. Infatti, un’umidità eccessiva potrebbe favorire la presenza di ruggine o anche di altri parassiti vegetali, che portano rapidamente incontro alla morte la pianta, perché ne attaccano le radici.

Inoltre, non appena vedete spuntare dei fiori, questi vanno recisi, così da aiutare il bulbo a diventare più consistente.

La raccolta dei bulbi deve coincidere con il momento in cui le foglie della pianta iniziano ad essiccarsi; quindi a sud sarà ad inizio estate (giugno, massimo luglio), mentre a nord anche qualche settimana prima.

I bulbi, quindi, levati dal vaso, vanno legati a trecce e lasciati essiccare al sole per una settimana circa; dopo di che si possono trasferire in un ambiente ben aerato e con clima secco.

Per rendere l’aglio più digeribile a tavola è bene eliminare il germoglio interno prima di consumarlo oppure metterlo sui cibi spremuto.

L’aglio è un ottimo antibiotico naturale, quindi non va sottovalutato il suo consumo nella nostra cucina.

Come coltivare la cipolla in vaso

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Contrariamente a quanto spesso si pensa, è possibile coltivare la cipolla anche nel nostro orto sul balcone, utilizzando gli appositi vasi e seguendo alcuni piccoli accorgimenti. Il periodo ottimale per la semina è la primavera, ma fino a settembre si può, comunque, procedere a piantare le cipolle; bisogna solo escludere i periodi di massimo gelo.

Va, innanzitutto, precisato che non sempre è necessario acquistare i semi delle cipolle, perché a volte basta conservare la parte inferiore di questa e farla essiccare per circa una settimana. Dopo di che si può interrare, mettendo il fondo orientato verso la terra e ricoprendolo con qualche centimetro di terriccio.

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Una volta che spuntano le prime foglioline, bisogna, quindi, togliere il fondo della cipolla  dal terreno e le diverse piantine nate dovranno essere separate le une dalle altre, avendo cura di destinare un vaso singolo a ciascuna di esse.

Un’altra tecnica da tenere in considerazione consiste nel far nascere delle nuove piante da cipolle germogliate. In questo caso bisogna togliere la parte centrale della cipolla, separandola dal resto, e poi piantare in un vaso questo piccolo bulbo, stando ben attenti a lasciare in alto la parte verde, dove si trovano i germogli. Il vaso deve essere esposto in un’area soleggiata e innaffiato spesso, così da avere terra sempre umida al suo interno.
Se, invece, si vuole risparmiare tempo, conviene acquistare dei bulbilli da mettere direttamente in vaso, dai quali nascono velocemente le cipolle. In questo caso, il periodo ottimale di trapianto è rappresentato dalla primavera ed è bene acquistare dei bulbilli biologici.
Infine, si possono prendere i semi di cipolla e metterli nella terra a ridosso dei mesi più rigidi dell’anno; in questo modo i bulbi raggiungono il massimo del loro sviluppo in primavera e le cipolle sono pronte in estate.
Tra i principali nemici della cipolla va annoverato, innanzitutto, il marciume delle radici, provocato da un’eccessiva innaffiatura della terra, che può portare ad un ristagno idrico nel vaso. Inoltre, ci sono dei vermi, che possono nutrirsi delle foglie, delle larve di mosca che si cibano dei bulbi e delle muffe, che portano ad un appassimento di tutta la pianta.
Dunque, ci sono diverse tecniche di coltivazione da seguire. Ognuno può sperimentare quella che ritiene più adatta alle proprie esigenze ed arricchire, in tal modo, il proprio orto sul balcone.

I lavori di settembre

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Quando la cicala canta in settembre, non comprare grano da vendere.

Settembre è un mese ricco di cose da fare. Il passaggio dall’estate all’autunno segna, infatti, l’avvio di una nuova fase per il nostro orto sul balcone. Vediamo, allora, come attivarci.

SEMINA

In questo mese si continuano a seminare, in vaso, tutte le verdure da taglio – cicoria, radicchio, spinaci, rucola, valerianella, lattuga, prezzemolo – in modo tale da averle pronte per i mesi successivi.
In semenzaio si possono, invece, collocare i semi di cipolla bianca, di indivia e di cavoli cappucci.

Foto di Serenella Del Rio
Foto di Serenella Del Rio

CONCIMAZIONE

Le piante del nostro orto sul balcone hanno necessità di sfruttare il terreno dei vasi fino a fondo e, quindi, per aiutarle a fare ciò è necessario mettere un buono strato di concime in superficie. Va, inoltre, zappettata la terra intorno ai fusti delle piante e va rotta la crosta superficiale, facilitando in tal modo la corretta irrigazione delle radici.

DISERBO

A settembre la crescita delle piante è sempre rallentata; tale regola non vale tuttavia per quelle infestanti, quindi è bene fare attenzione a che non invadano tutti i nostri vasi, distruggendo le altre amiche verdi presenti nel nostro orto!

IRRIGAZIONE

Spesso capita che in estate, malgrado si dia tutti i giorni acqua alle proprie piante, tuttavia alla fine il caldo ha la meglio. Così il terreno crea, sulla superficie prima e nella parte più profonda dopo, delle crepe, che sono pericolose per l’intera pianta. Infatti, l’acqua data, anche in abbondanza, scivola in tali crepe e abbandona subito il vaso , senza apportare alcun nutrimento alle radici.
Per ovviare a tale problema è necessario, dopo aver rotto la parte superficiale del terreno con una zappetta, annaffiare regolarmente le piante e star attenti all’assorbimento idrico da parte delle radici. Non è una missione impossibile; infatti, con una piccola vanga, si può scendere, ogni settimana circa, ad una profondità di 20-30 centimetri e valutare, così, le condizioni del terreno.

RACCOLTA

A settembre è tempo di raccolta di  angurie, pomodori, meloni, melanzane, zucchine, peperoni, patate, fagioli rampicanti, zucche e cavolfiori. Per le zucchine questo è l’ultimo mese utile per la produzione di frutti, mentre per i pomodori ancora c’è un pò di tempo, anche se i periodi di maggior crescita sono nei mesi precedenti.

Come vedete, dunque, settembre è un mese intenso, che ci coinvolgerà con tutte le sue molteplici attività per tenere in ordine il nostro orto sul balcone. Raccogliamo gli ultimi frutti e gustiamoli sulle nostre tavole, pronti per trasformare lo scenario in quello più tipicamente autunnale.

Un grazie di cuore a Serenella Del Rio per la foto fornita.

Per i lavori mese per mese servono gli attrezzi giusti. Quali scegliere per l’orto sul balcone

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Molti pensano che esistano mesi o tempi morti per la cura del nostro orto sul balcone. Ebbene non è affatto così, c’è sempre qualcosa da fare. Quindi, ad ogni inizio mese, indicheremo quali sono i lavori più in vista per il periodo e come procedere.

Nel frattempo iniziamo a scegliere quegli attrezzi, che non devono mai mancare per la cura del nostro orto sul balcone.

Partiamo, allora, dai guanti da giardinaggio, che possiamo usare per proteggerci da eventuali spine e per mantenere la nostra pelle e le nostre unghie intatte.

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A seguire vanno poi immediatamente presi un annaffiatoio e uno spruzzino, per dare la giusta quantità di acqua alle nostre piante e per tenerle sempre ben irrorate, soprattutto nei mesi caldi, quando la siccità della terra può rappresentare un serio pericolo, soprattutto per alcuni vegetali da orto.

Avremo, poi, bisogno della zappetta con lama a cuore, ossia una zappa in miniatura, la quale, grazie al suo manico corto, consente di rimescolare bene il terriccio nei vasi, così da facilitare la concimazione e l’aerazione delle radici.

Dopo si ciò, sarà indispensabile l’acquisto di un rastrello a 4 denti, che aiuta a completare al meglio il lavoro di cura della terra, la quale sarà così pulita nella sua parte superiore e ben distribuita all’interno del vaso.

Altro attrezzo che non può mancare è il trapiantatore, una sorta di paletta allungata, che si adopera nel momento in cui si va a trapiantare una pianta già cresciuta oppure si va a piantare ex novo un piccolo  ortaggio.

Fondamentale per pulire e livellare la terra nei vasi di dimensioni maggiori è la scopetta a 7 denti, la quale facilita la cura dell’orto sul balcone e lo rende maggiormente accogliente.

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Infine, ultimo attrezzo da tenere con sé è il sarchiatore a 3 denti, che si usa, quando il terreno diventa troppo duro, per rompere la terra, in modo tale da facilitare l’ingresso dell’acqua fino in profondità.

Pochi attrezzi, ma tutti quanti fondamentali per poter garantire una buona manutenzione del nostro orto sul balcone. Nel momento dell’acquisto, dal momento che non si tratta di oggetti particolarmente costosi, scegliamo, possibilmente, quelli, che hanno un manico in legno, perché sono maggiormente rispettosi dell’ambiente e, in genere, durano di più.

Lasciamo libero un angolo del nostro balcone in cui riporre i nostri attrezzi, tentando di proteggerli dalla pioggia, dal sole diretto, dagli sbalzi di temperatura, così da farli vivere più a lungo.

Ora siamo pronti, non ci resta che sperimentarci e via.

Come scegliere il giusto vaso e contenitore

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Il nostro orto sul balcone ha bisogno dei giusti contenitori per accogliere le piante nel modo migliore e regalare, così, all’ambiente un tocco di colore e di magia.

Innanzitutto si può iniziare a scegliere tra vasi in terracotta e vasi in plastica.

I vasi in terracotta sono, di sicuro, migliori sia per garantire una traspirazione maggiore alle piante, sia anche per quel che riguarda l’umidità del terriccio. Bisogna, tuttavia, tenere in considerazione il fatto che sono più pesanti di quelli in plastica e meno maneggevoli (ci sono piante che richiedono continui spostamenti, per proteggerle dalle intemperie o per rimestare la terra), per cui bisogna tenere conto di tutti questi parametri in fase di progettazione dell’orto.

I vasi in plastica non vanno mai usati nel balconi, sui quali batte il sole nelle ore più calde della giornata, perché tendono a surriscaldarsi e, quindi, possono bruciare le radice delle piante. Per lo stesso motivo, sono sconsigliati anche per chi si assenta spesso da casa e non può annaffiare tutti i giorni le sue piante.

Nel caso si decida, comunque, di utilizzarli, è bene mettere sempre dei sottovasi – incorporati o mobili – così da aiutare la terra a rimanere umida e fresca, e scegliere una posizione, che sia la più riparata possibile dalla luce solare diretta.

Relativamente alle dimensioni dei vasi è bene che queste non siano inferiori a 40 centimetri di lunghezza per 40 di larghezza, mentre la profondità può essere diversa, in base alla tipologia di pianta che si sceglie di mettere sul proprio balcone.

Ci sono, infatti, piante con radici più sviluppate, come le carote o le rape, che richiedono vasi ben profondi e altre con un apparato radicale circoscritto, quali le insalate o i pomodori, che necessitano di minor spazio.

La grandezza di un vaso non è un parametro secondario, perché se la pianta è costretta a vivere in uno spazio troppo piccolo rispetto alle sue esigenze, non si sviluppa bene e i suoi frutti si presentano, il più delle volte, deformi.

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Inoltre, è bene informarsi sui giusti abbinamenti delle piante nei vasi, perché non è sempre vera la regola che vuole per ogni vaso una pianta, anzi, in alcuni casi, piante di specie diverse insieme, si proteggono vicendevolmente nello stesso contenitore.  Soprattutto le piante aromatiche stagionali (in particolare maggiorana, basilico, timo, menta) stanno bene insieme tra loro o anche consociate con pomodori o con zucche e zucchine. Le piante aromatiche perenni (salvia, rosmarino), invece, hanno bisogno di un vaso tutto per sé, all’interno del quale vivranno per molti anni.

Nei balconi con ampia metratura si può optare per l’uso di cassoni più grandi, che sostituiscono più vasetti, donando un effetto visivo migliore e riducono i tempi di manutenzione. Questi cassoni possono anche essere realizzati manualmente, con tavolette di legno assemblate insieme e trattate con materiale idrorepellente; è bene ricordarsi di forare sempre il fondo per evitare il ristagno dell’acqua.

Alcune piante, come le patate, i topinambur, le rape o i carciofi, possono essere sistemate in in bidoni di plastica o di latta, che costano pochissimo. Lato negativo di questi speciali contenitori è il fatto che si surriscaldano velocemente, ma per le colture appena indicate questo è addirittura un vantaggio.

I sacchi di iuta, riempiti di terra e forati ai lati, sono un’altra ottima alternativa ai classici vasi per il nostro orto sul balcone; accolgono, infatti, in maniera altamente funzionale carote, fragole, spinaci e alcuni tipi di insalata. Una volta riempiti possono essere annaffiati direttamente dall’alto o irrigati ai lati con vaporizzatori.

Bottiglie di plastica e lattine per le conserve possono essere usate per piante aromatiche oppure per ospitare le talee, finché non sono pronte per essere spostate in contenitori più grandi.  Entrambe possono essere appese al soffitto, se il vostro balcone è coperto, oppure al reticolato o al davanzale, basta solo lasciare grande spazio alla propria fantasia e al proprio gusto.

Come coltivare i peperoncini in vaso

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Per coltivare i peperoncini nel nostro orto sul balcone non occorre troppo spazio, né, tanto meno, eccessivo tempo. Basta solo seguire alcune piccole accortezze e progettare in maniera funzionale gli spazi, prima di dare avvio alle colture vere e proprie.

Innanzitutto, quindi, è bene sottolineare che esistono tantissime varietà di peperoncino; alcune sono più precoci nel loro sviluppo, per cui vanno piantate a marzo-aprile, altre, invece, sono molto più lente nel crescere e, di conseguenza, devono essere avviate già ad inizio anno.

I climi temperati sono quelli più favorevoli allo sviluppo di queste piante, che, ad ogni modo, non devono mai essere esposte a temperature inferiori ai 10°C, per evitare di essere bruciate dal freddo. Nel caso in cui il nostro balcone sia esposto a nord, ad angoli particolarmente ventosi e a temperature eccessivamente rigide è bene mettere le piante in casa nei mesi invernali o farle stare in serre specifiche per uno spazio ristretto, come quello offerto da un balcone.

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E’ possibile scegliere tra 80 diverse specie di peperoncino, che fanno parte tutte del genere Capsicum. Alcune di queste piante sono annuali, mentre altre sono perenni; non si tratta di particolari secondari quando si progetta un orto sul balcone.

La fioritura avviene in primavera, mentre i peperoncini maturano in estate. Questa pianta richiede annaffiature costanti, soprattutto nei mesi più caldi; se, però, si vogliono ottenere frutti particolarmente piccanti, è necessario evitare di dare acqua nei due-tre giorni precedenti la raccolta.

Oggi, visto che il peperoncino è diventato uno degli elementi di spicco della nostra tradizione culinaria, esistono diversi siti in rete, che diffondono notizie sul come coltivarlo e, poi, utilizzarlo a tavola. Tra questi segnaliamo, ad esempio, http://www.mondopiccante.net/, che risulta particolarmente esaustivo e ricco di informazioni.

Inoltre, è possibile trovare in commercio qualsiasi tipo di seme o anche di piantina già avviata. Così, accanto alle specie maggiormente nostrane, come la  Capsicum annuum, che è quella più diffusa in Italia, abbiamo anche il Tabasco, l’Habanero, l’Habanero dolce e via a seguire per accontentare ogni tipo di palato.

Una volta raccolti, i peperoncini si possono conservare essiccandoli al sole o nel forno e poi appendendoli, in modo tale da formare le classiche collane, che danno anche un effetto visivo vivace e colorato ai vostri inverni. Oppure, si possono mettere sott’olio, dopo averli fatti stare alcune ore sotto sale e averli, quindi, lavati delicatamente; in questo caso è bene farli riposare nel barattolo, sotto vuoto, almeno due settimane prima di consumarli.

Iniziamo, così, a rendere vivo il nostro orto sul balcone e uniamo l’utile al dilettevole, quando seminiamo le prime piantine di peperoncino.

Un grazie particolare va a Roberta D’Alessandro, che mi ha inviato le foto dei suoi peperoncini e mi ha autorizzato a usarle per il blog!

Cosa coltivare nell’orto sul balcone

 

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Per iniziare a dare vita al nostro orto sul balcone è bene non partire dal voler coltivare tutto e subito, perché questa scelta si rivelerebbe sicuramente fallimentare.

Meglio, perciò, cominciare con poche piante, optando per quelle maggiormente resistenti e che richiedono, perciò, anche minori cure. Meno insuccessi è sinonimo di minor frustrazione, per cui poi si va avanti a passo spedito nell’aggiunta di nuove specie vegetali.

Si può, quindi, cominciare con piante di pomodoro, ricordando che queste necessitano di supporti a parete o di canne per poter essere ancorate e crescere bene, un paio di vasi di erbe aromatiche, quali basilico o maggiorana o timo o rosmarino anche origano, e un vasetto di peperoncini, che sono veloci nella crescita, colorati e danno anche un tocco di allegria al nostro orto sul balcone.

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Va, innanzitutto, precisato che le erbe aromatiche, associate con il pomodoro, aiutano a tenere lontani i parassiti dai frutti prodotti, per cui è una prima associazione funzionale da tenere a mente.

Inoltre, è anche bene scegliere inizialmente delle piantine già avviate da mettere in vaso e solo successivamente, quando si ha maggiore dimestichezza con il giardinaggio, cimentarsi nella semina.

Le piante già cresciute, una volta acquistate, vanno messe a dimora, in genere , tra marzo e fine maggio, anche a seconda della varietà.

Le piante aromatiche, i pomodori e i peperoncini richiedono annaffiature costanti, ma non eccessivamente abbondanti per evitare di creare danni alle radici.

E’ bene dar loro l’acqua di sera d’estate e di mattina d’inverno, facendo scorrere il getto verso l’esterno del vaso, in modo tale che le radici sono costrette ad allungarsi per raggiungere il liquido e idratarsi. Questo piccolo trucco aiuta la pianta a diventare più forte e a produrre frutti migliori.

Una volta diventati pratici della gestione dell’orto, si può poi procedere con l’inserimento di altre specie vegetali. Tra quelle ancora semplici da curare possiamo indicare i fagiolini rampicanti, che richiedono supporti per svilupparsi in altezza, proprio come i pomodori. Le melanzane bianche a palla, mentre è bene non mettere in vaso quelle viola o quelle nere, perché la pianta non ce la fa a fruttificare e, se anche riesce a produrre qualche melanzana, questa sarà comunque sempre dura, asfittica e impossibile da mangiare. Gli spinaci e le zucchine di medie dimensioni, che non richiedono grandi spazi. E, per finire, insalate varie e rucola, che crescono velocemente e sono pronte così subito da gustare.

Un’ultima curiosità: tutti i pomodori delle foto qui presenti (realizzate da Marco Baldi, al quale vanno i miei ringraziamenti, non solo per la sua attività di fotografo, ma anche per quella di coltivatore) fanno parte del mio orto sul balcone.

Ci sono volute due stagioni perché le piante si adattassero al meglio, ma ora producono pomodori continuamente, dal sapore unico e speciale. E poi volete mettere la soddisfazione di poter nutrirsi dei frutti del proprio lavoro anche in città?