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Orzo con borlotti e pomodori

Ingredienti per 4 persone

Preparazione

Mettete a lessare l’orzo in acqua leggermente salata.

Quindi scolatelo ancora al dente e versatelo in un tegame con l’olio ben caldo, la cipolla affettata a velo, le carote e i pomodori tagliati a dadini.

Lasciate  insaporire il riso mescolando, regolate di sale e di pepe e aggiungete i borlotti.

Mescolate, cuocete per altri 3-4 minuti e servite in tavola.

Ricetta di Roberta D’Alessandro

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Si fa presto a dire…BIRRA

 

ale

E da oggi parte una nuova rubrica, interamente dedicata alla birra ed affidata al nostro esperto del settore: Alessandro Rotondi.

Con lui conosceremo più da vicino l’origine di questa bevanda, la storia, le modalità di produzione e, poi, vedremo anche le diverse tipologie di birra esistenti

Ovviamente per aiutarlo a svolgere al meglio il proprio lavoro, spesso ci “sacrifichiamo” anche noi nella degustazione della birra, nella scelta e – perché no? – anche nella selezione di quelle, che vogliamo poi inserire all’interno del nostro blog. Quindi cominciamo proprio dalla nascita di questa bevanda…dalla scoperta delle sue origini più remote!

Luppo da birra

1 Origine ed etimologia della parola BIRRA

Delle parole che siamo soliti utilizzare abitualmente, con facilità, spontaneamente, spesso non ne conosciamo l’origine, la storia, quale percorso hanno effettuato nel tempo, nelle epoche storiche, per giungere a noi e entrare a far parte del linguaggio comune.

Questo è il punto da cui voglio partire per parlare di quella bevanda leggermente gasata, di colore chiaro o scuro, nera o rossa, aromatizzata in modi sempre più impensati, che oggi siamo soliti bere fredda o addirittura freddissima, in bottiglie o bicchieri dalle diverse forme … Signore e Signori, sua maestà la BIRRA. I Greci, produttori e consumatori di vino da sempre, definivano con un certo disprezzo, “vino d’orzo” una bevanda, dal basso tenore alcolico, assai diffusa nell’antico Egitto. Per i fieri Greci gli uomini alla birra dovevano preferire il vino. A Roma con il termine “cervisia”, riferito a Cerere, dea delle messi e della fertilità, si indicava la bevanda sulla base dei sui ingredienti, il frumento e l’orzo. Con il passare del tempo, presso molti popoli europei, l’evoluzione dell’espressione latina “cervisia”, ha prodotto i seguenti termini: “cervogia”, nel volgare italiano; “cerveise” in Francia fino al 600, dove oggi  con “cervoise” si indica la birra senza luppolo; ancora oggi nella Penisola Iberica è in uso “cervesa”, “cerveja” in Portogallo.

A partire dal XVI Secolo, si impone “birra” in Italia  e “bière”, termini

Agrodolce
Agrodolce

derivanti dal tedesco “beor o bior” da cui l’attuale “bier” in Germania, e “beer” in Inghilterra e “bier” in Olanda. “Beor” è una antica parola che veniva utilizzata per dire “una bevanda forte”. Secondo alcuni potrebbe trattarsi, è una ipotesi, della derivazione dal latino “biber”, bevanda, per altri “beor” trarrebbe origine dalla derivazione del protogermanico “beuwo” che significa orzo. Non in tutto il continente europeo, ovviamente, la parola con cui si indica birra è di derivazione latina. In Svezia si utilizza “Öl” mentre in Norvegia “Øl”, “Olut” in Finlandia, mentre il Lituania e Lettonia è prevalsa la radice “alu”, da cui “alus” e l’inglese “ale”, oggi utilizzato per indicare birra ad alta fermentazione. Sarà capitato di leggere su etichette, pubblicità, anche sentire, se siete stati nei Balcani e in Russia, e nei Paesi che hanno subito l’influenza sovietica, “ pivo”, che significa bevanda.

Cereali, orzo, bevanda, con o senza luppolo, fermentazione. Tutto ci riporta all’origine e agli ingredienti di base della birra. Di questo, ne parleremo la prossima volta. Per ora, buona birra a tutti, qualunque essa sia.

Zuppa di orzo e porri

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Ingredienti:

  • gr 300 di orzo perlato
  • 3 porri
  • dl 75 di latte di soia
  • un pizzico di curry
  • pepe nero macinato
  • sale marino integrale
  • olio extravergine d’oliva

Preparazione:dent

Iniziate con il lavare in maniera accurata l’orzo. Scolatelo e mettetelo a cuocere in una pentola insieme al latte, al curry e al sale.

Portate ad ebollizione, mescolando con un cucchiaio di legno e stando attenti a non far attaccare l’orzo, e fate finire di cuocere, unendo acqua calda, se necessario.

Nel frattempo mondate i porri, eliminando parti esterne più dure, radici e punte. Lavateli accuratamente e fateli a pezzetti piccoli o a rondelle.

Fateli rosolare per pochi minuti in padella con olio sale e pepe.

Uniteli all’orzo, quando questo è quasi cotto. Fate insaporire e lasciate riposare qualche minuto prima di servire in tavola.

 

Crema d’orzo e carote

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Ingredienti:

  • gr 400 di orzo perlato
  • gr 500 di carote
  • litri 1 di brodo vegetale (la ricetta la trovate nel blog)
  • dl 2,5 di panna vegetale
  • sale marino integrale
  • pepe nero
  • olio extravergine d’oliva

Preparazione:dent

In una pentola portate ad ebollizione il brodo vegetale (la ricetta la trovate qui) e unite sedano, carote e orzo.

Lasciate cuocere per circa due ore, mantenendo la fiamma bassa.

Lasciate da parte circa la metà dell’orzo e trasferite il rimanente preparato in un frullatore, lasciando andare fin quando non otterrete una purea omogenea.

In un tegame mettete a scaldare la panna ed unite la purea insieme all’orzo intero.

Aggiustate di sale e pepe e servite la vostra crema ben calda. Una volta preparati i piatti, aggiungete un filo di olio a crudo.