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La spesa di ottobre: ecco cosa comprare

Il mese di ottobre ci porta il clima, i colori, i sapori e tantissimi prodotti tipici dell’autunno, che aiutano il nostro corpo a prepararci ai primi freddi e a prevenire i malanni stagionali.

Tra le verdure a ottobre troviamo le barbabietole, le bietole, i carciofi, le carote, la lattuga, i cavolfiori, i broccoli, il cavolo cappuccio, i cavolini di Buxelles, il cavolo verza, il radicchio, i ravanelli, il sedano, le cipolle, i fagiolini, i fagioli, i finocchi, la rucola, le patate, le melanzane, i peperoni, l’aglio, i pomodori, i porri, le zucchine, la zucca, il mais, gli spinaci, il sedano rapa, i funghi, ecc.

I funghi sono il tipico prodotto autunnale. Ci sono molte persone che vanno a raccoglierli nei boschi, o la maggior parte delle persone li compra al mercato; con i funghi possiamo preparare tantissimi piatti, dalle zuppe, ai primi, ai contorni, ecc.

CIBO CRUDO

I funghi sono poco calorici, contengono potassio, fosforo, magnesio, selenio, ecc.

La zucca dai tantissimi benefici e può essere impiegata per preparare splendidi piatti, dagli antipasti, ai primi, ai secondi e contorni fino ai dolci.

Tra la frutta di stagione a ottobre troviamo i caki, le castagne, le clementine,  i lamponi, i kiwi, i limoni, le mele, le noci, le pere, i fichi d’india, l’uva, le mandorle, i melograni, le nocciole, ecc.

Il melograno è un potente antiossidante, è anti-infiammatorio, è benefico per la pelle, aiuta a mantenere in salute il cuore, i vasi sanguigni e le ossa. Si possono usare i chicchi di melograno nelle macedonie o nelle insalate, oppure si può ricavarne un succo che è benefico per la pressione sanguigna e il controllo del colesterolo.

Le castagne contengono vitamine: A, B1, B2, B3, B9, B12, C, D, E, K., tantissimi sali minerali: potassio, magnesio, fosforo, rame, zinco, manganese, ecc.

Anche nel mese di ottobre la scelta dei prodotti di stagione da consumare sono tantissimi, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta per fare un pieno di gusto e di salute.

Articolo di Assunta Ruscitto

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La spesa di settembre: ecco cosa comprare

Settembre è il mese della ripresa dopo le vacanze e la natura ci offre tanti cibi nutrienti, ricchi di vitamine e antiossidanti che ci aiutano ad affrontare l’autunno con tanta energia.

Tra le verdure a settembre troviamo le barbabietole, le bietole, le carote, la lattuga, il radicchio, i ravanelli, il sedano, le cipolle, i fagiolini, i fagioli, i cetrioli, i finocchi, la rucola, il rabarbaro, le patate, le melanzane, i peperoni, l’aglio, i pomodori, le zucchine, la zucca, il mais, gli spinaci, il sedano rapa, i funghi, ecc.

Il sedano rapa contiene poche calorie, ha proprietà diuretiche e depurative, è indicato in caso di stitichezza, di calcoli renali e di reumatismi. Contiene sali minerali quali magnesio, ferro, potassio, ecc. Del sedano rapa si mangia la radice. Si può consumare sia crudo (in insalate) che cotto per preparare minestre, primi, secondi e contorni gustosi.

Tra la frutta di stagione a settembre troviamo l’anguria, i fichi, i lamponi, le mele, i meloni, i mirtilli, le pere, le more, i fichi d’india, i ribes, le prugne, le pesche, le susine, l’uva, le mandole, i pistacchi, ecc.

I lamponi contengono ferro, vitamina C, proprietà antiossidanti, e sono ottimi alleati contro l’invecchiamento.

L’uva ha proprietà antiossidanti ed è un ottimo aiuto per affrontare lo stress del rientro dalle vacanze. Contiene vitamine A, B1, B2, B2, B6, C, PP, tannini, polifenoli. È indicata in casi di anemia, ipecolesterolemia e stitichezza. Ha proprietà dissetanti e dà tanta energia. Chi soffre di diabete deve limitarne il consumo.

Settembre è anche il periodo delle conserve di verdure, soprattutto i pomodori pelati e la relativa passata, e delle marmellate (qui potete trovare la ricetta della marmellata di uva, ma all’interno del blog ce ne sono tantissime e per ogni gusto).

Articolo di Assunta Ruscitto

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La spesa di agosto: ecco cosa comprare

 

Ad agosto la natura ci offre frutta e verdura ricche di acqua e sali minerali che ci aiutano a reintegrare quello che perdiamo sudando.

Tra le verdure ad agosto troviamo le barbabietole, le bietole, le carote, la lattuga, il radicchio, i ravanelli, il sedano, le cipolle, i fagiolini, i fagioli, le fave, i cetrioli, la rucola, l’ortica, il rabarbaro, le patate, le melanzane, i peperoni, l’aglio, i pomodori, le zucchine, il mais, ecc.

I peperoni ed i peperoncini contengono vitamina C, beta carotene, potassio, ferro, magnesio, calcio ed antiossidanti.
CIBO CRUDO

I ravanelli contengono soprattutto acqua, ma anche sali minerali quali calcio, fosforo, ferro, acido folico, vitamine del gruppo B, vitamina C. Hanno proprietà depurative, diuretiche e rilassanti.

Tra la frutta di stagione ad agosto troviamo le albicocche, l’anguria, i fichi, i lamponi, le mele, i meloni, i mirtilli, le pere, le more, i fichi d’india, i ribes, le prugne, le pesche, le susine, l’uva, ecc.

L’anguria contiene circa il novanta percento di acqua, pochissime calorie e proprietà antiossidanti. L’anguria si presta a tantissime ricette gustose (come questa torta) e dissetanti, compresi anche ottimi centrifugati.

I fichi sono ricchi di sali minerali quali potassio, ferro, vitamina A, B, C, E, K,  betacarotene, zeaxantina, luteina ecc.

Questi frutti hanno proprietà lassative grazie alle tante fibre contenute. Le persone che hanno il diabete dovrebbero consumarli con parsimonia.

Sia se stiamo in città o in vacanza al mare o in montagna non c’è che l’imbarazzo della scelta tra la verdura e la frutta di tutti i colori per nutrirci e mantenerci in salute.

Articolo di Assunta Ruscitto

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la spesa di luglio: ecco cosa comprare

Col mese di luglio siamo nel pieno dell’estate, sui banchi dei mercati l’esplosione di colori della frutta e delle verdure è al massimo. Per mantenerci in salute in questo periodo abbiamo l’imbarazzo della scelta.

Tra le verdure a luglio troviamo le barbabietole, le bietole, le carote, la lattuga, il radicchio, i ravanelli, il sedano, gli asparagi, le cipolle, i piselli, i fagiolini, i fagioli, le fave, i cetrioli, la rucola, l’ortica, il rabarbaro, le patate novelle, le melanzane, i peperoni, l’aglio, i pomodori, le zucchine, ecc.

La lattuga, nelle sue diverse varietà (cappuccina, riccia, romana, ecc.) è composta per circa il novantacinque per cento di acqua ed ha un basso contenuto calorico. Contiene provitamina A, vitamine C, B1, B2, B3, B6, acido folico, potassio, calcio, fosforo, sodio e ferro. È rinfrescante, depurativa e sedativa.

I pomodori contengono circa il novantaquattro percento di acqua, proteine, calcio, fosforo, magnesio, vitamine A, B1, B2, B3, B5, B, E, K, licopene, luteina e zeaxantina.

Tra le proprietà benefiche dei pomodori: sono antiossidanti e diuretici, riducono la pressione arteriosa e sono antitumorali.

Tra la frutta di stagione a luglio troviamo le albicocche, l’anguria, le ciliegie, i fichi, i lamponi, le fragole, i meloni, i mirtilli, le prugne, le pesche, le susine, l’uva, ecc.

I meloni contengono circa il novanta percento di acqua, per questo prevengono la disidratazione, sono rinfrescanti e diuretici.

Contengono ferro, calcio, fosforo, potassio e magnesio, vitamine A, C, B3 e betacaroteni. Per questo rinfrescano l’apparato digerente, migliorano la circolazione sanguigna e aiutano a mantenere in salute le ossa e la pelle.

I mirtilli crescono nelle zone montane. I mirtilli neri sono un prezioso alleato nella funzionalità dei vasi sanguigni.

Contengono vitamine A, B, C, sali minerali, mirtillina e anticiamine che possono ritardare le degenerazioni maculari, la cataratta o altre malattie della retina.

Hanno proprietà antiossidanti. I mirtilli rossi sono utili nella prevenzione e nella cura di cistiti, micosi e virus. Sono ottimi per preparare marmellate.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta fra le tantissime verdure e la colorata frutta per fare un pieno di gusto e di salute.

Articolo di Assunta Ruscitto

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La spesa di giugno: ecco cosa comprare

Col mese di giugno inizia l’estate, la natura ci offre frutta e verdura che ci aiuta ad affrontare il caldo con prodotti che contengono vitamine, sali minerali, acqua, ecc. che ci aiutano a mantenere il corpo idratato.

Tra le verdure a giugno troviamo le bietole, le carote, la cicoria, i finocchi, l’insalata, il radicchio, i ravanelli, il sedano, gli asparagi, le barbabietole, le cipolle, l’erba cipollina, i piselli, i fagiolini, i fagioli, le fave, i cetrioli, la rucola, l’ortica, il rabarbaro, le patate novelle, le melanzane, i peperoni, l’aglio, i pomodori, le zucchine, ecc.

Le zucchine si utilizzano in tante ricette, dagli antipasti, ai primi, ai secondi e contorni. Contengono acqua, potassio, vitamina A, C, carotenoidi. Hanno proprietà antitumorali.

I fagiolini hanno proprietà più simili agli ortaggi che non ai fagioli. Contengono sali minerali, potassio, vitamina A e fibre.

Tra la frutta di stagione a giugno troviamo le albicocche, l’anguria, le ciliegie, i pompelmi, le  pere, le fragole, i lamponi, i meloni, i mirtilli, le nespole, le pesche, le susine, ecc.

Le albicocche contengono vitamina A, B, C, PP, magnesio, potassio, calcio, ferro. Sono consigliate a chi soffre di anemia. Tra le sostanze con proprietà antiossidanti troviamo quercetina, epicatechine, acido caffeico, zeazantina, ecc.

Le pesche sono diuretiche, lassative e depurative. Grazie alla presenza di  vitamina A, B, C, E e K, il consumo delle pesche aiuta a migliorare la vista, a fortificare il sistema immunitario, a combattere le cellule tumorali. Contengono potassio, che è utile per prevenire l’ipertensione.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta fra le tantissime verdure e la colorata frutta per fare un pieno di gusto e di salute.

Articolo di Assunta Ruscitto

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I benefici dei germogli

I germogli sono considerati “cibo vivo” in quanto contengono sostanze nutritive essenziali e possono anche essere ritenuti un vero e proprio alimento terapeutico.

Sono ricchi di enzimi, vitamine, oligoelementi, aminoacidi essenziali.

Sono facilmente digeribili e si prestano ad essere consumati crudi, ma possono essere utilizzati per tantissime ricette: insalate, primi, contorni insieme a tante altre verdure, ma anche come dessert insieme a diversi frutti, ecc.

I germogli erano conosciuti anche nei tempi antichi: se ne trovano le tracce nel “Grande erbario della Medicina Cinese” di circa duemilacinquecento anni fa, in cui si parla delle proprietà dei germogli di soia, consigliati in caso di problemi polmonari o digestivi.

Il processo di germinazione attiva e rivitalizza il germe o l’embrione. Durante la germinazione si verificano importanti modifiche nella composizione biochimica e nella struttura del chicco: le sostanze di riserva del tessuto nutritivo sono assorbite dall’embrione che cresce fuori dal seme e si trasforma in un “germoglio”.

I semi ed i germogli contengono carboidrati, che si trasformano in zuccheri semplici che sono perciò assimilati facilmente. Le vitamine (che aumentano anche tre volte rispetto ai semi) e gli oligoelementi presenti nei germogli sono  facilmente assimilabili.

I germogli si possono fare anche a casa, ma sarà bene scegliere i semi biologici. Si possono utilizzare tantissimi semi: avena, soia, lenticchie, grano, grano saraceno, ceci, fagioli, ecc.

Come fare i germogli in casa

Per fare i germogli sciacquare i semi per eliminare polvere ed impurità. Mettere i semi in un largo barattolo o vaso di vetro, grande abbastanza da far circolare l’aria e permettere ai semi di aumentare tre, quattro volte. Versare l’acqua  fino a superare i semi, chiudere il recipiente con una garza.

Mettere il recipiente al buio a una temperatura da 15 a 25 °C e lasciarlo per sei-dodici ore. Il tempo varia a seconda della grandezza dei semi e della temperatura: i semi più piccoli e le alte temperature accorciano i tempi.

Passato il tempo scolare l’acqua, sciacquare i semi e tenerli sempre umidi, ma non in ammollo. Sciacquare i semi due volte al giorno per due, tre giorni, poi una volta al giorno. Tenere sempre i semi al buio. Proseguire fino a quando i germogli non arrivano a tre, quattro centimetri.

I germogli ottenuti possono essere conservati in frigo per circa una settimana.

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I germogli contengono zuccheri allo stato semplice che sono metabolizzabili  e utilizzabili immediatamente. Sono alimenti altamente energetici ma non avendo grassi complessi l’apporto calorico di cento grammi di germogli si aggira sulle quarantacinque kcal.

I germogli contengono proteine vegetali che permettono di immettere le proteine necessarie quotidianamente, senza associarci i grassi come avviene mangiando proteine di origine animale.

Contengono tutte le vitamine del gruppo A, B, C. Sono un ottimo ed economico integratore naturale.

I sali minerali presenti nei germogli sono tantissimi: sodio, ferro, fosforo, potassio, calcio, ecc.

I germogli contengono anche clorofilla, una sostanza vegetale simile all’emoglobina, che è utilissima in caso di anemia; contribuisce a rigenerare il sangue, il fegato, a migliorare l’ossigenazione e ad aumentare le difese immunitarie.

Gli enzimi vivi e vitali che troviamo nei germogli, utili per digerire i carboidrati, i grassi e le proteine, vengono assimilati senza dispendi di forza ed energia.

Ci forniscono fibre indispensabili che facilitano la digestione e la mobilità intestinale.

Sono utilissimi:

  • per rivitalizzare il corpo in caso di debolezza, stanchezza, convalescenze, ecc.
  • per rafforzare il sistema immunitario;
  • per depurare il corpo;
  • per ossigenare e migliorare il funzionamento di fegato, reni, polmoni, ecc.;
  • per ringiovanire i tessuti poiché combattono i radicali liberi;
  • per regolare la pressione sanguigna grazie al potassio contenuto;
  • per alcalinizzare il corpo e quindi avere una protezione dalle malattie che trovano terreno fertile in casi di eccessiva acidificazione.

Di seguito le caratteristiche dei diversi tipi di germogli:

  • germogli di avena: indicati per chi ha difficoltà a digerire e chi ha disturbi polmonari, depurano e rinforzano il corpo;
  • germogli di ceci: decongestionano il fegato e i reni e facilitano la digestione;
  • germogli di fagioli: ricchi di proteine e nutrienti, benefici per il fegato, eliminano gli intasamenti di bilirubina, fanno benissimo ai polmoni e aiutano a frantumare i calcoli;
  • germogli di grano: ricchi di proteine, minerali, enzimi, antiossidanti e vitamine. Se usati regolarmente ringiovaniscono, depurano e alcalinizzano il nostro corpo;
  • germogli di grano saraceno: ricchi di proteine complete e facilmente digeribili. Forniscono fosforo, ferro, calcio, zinco, manganese, rame, vitamine B, P, PP e E. Indicati per rafforzare il cuore ed i vasi sanguigni;
  • germogli di lenticchie: fonte di proteine digeribili che forniscono microelementi utili al nostro organismo;
  • germogli di soia: sono adatti alle persone che fanno lavori pesanti o per gli atleti.

Articolo di Assunta Ruscitto

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la spesa di maggio: ecco cosa comprare

A maggio siamo nel pieno della primavera e la natura ci offre alimenti che ci aiutano a disintossicarci e a combattere la ritenzione idrica.

CIBO CRUDO

Alimentiamoci con frutta e verdura di stagione ed avremo tutto quello che ci serve per stare bene.

Tra le verdure a maggio troviamo ancora le bietole, le carote, i carciofi, la cicoria, i finocchi, l’insalata, il radicchio, i ravanelli, il sedano, gli spinaci, ecc., ma soprattutto gli asparagi, le cipolle, l’erba cipollina, i piselli, i fagiolini, le fave, i cetrioli, la rucola, l’ortica, il rabarbaro, le patate novelle, la cicoria, l’aglio fresco, ecc.

I piselli contengono molti sali minerali (ferro, sodio, potassio, magnesio) e vitamine.

Le patate novelle sono ricche di potassio, selenio e vitamina C.

Le fave contengono ferro, vitamina B, proteine e fibre, che aiutano l’intestino ed hanno una funzione depurativa.

Tra la frutta di stagione a maggio troviamo le arance, le ciliegie, i pompelmi, i kiwi, le  pere, le fragole, i lamponi, le mele, le nespole, i pompelmi, ecc.

Le nespole sono poco caloriche, hanno proprietà antinfiammatorie e diuretiche.

I kiwi aiutano la digestione, abbassano il colesterolo e forniscono vitamine.

Articolo di Assunta Ruscitto

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La spesa di Aprile: ecco cosa comprare

Siamo finalmente in primavera ed il nostro corpo in questo periodo dell’anno ha bisogno di disintossicarsi di tutte le tossine accumulate durante l’inverno.

La natura ci offre tantissime piante, che ci aiutano a depurarci e che ci forniscono i minerali necessari.

Tra le verdure in aprile troviamo ancora le bietole, i cavolfiori, i broccoli, i cardi, le carote, i carciofi, la cicoria, i finocchi, l’insalata, il radicchio, i ravanelli, il sedano, gli spinaci, il topinambur, ecc., ma anche le verdure primaverili quali gli asparagi, gli agretti, le cipolle, i porri, l’erba cipollina, i piselli, i fagiolini, le fave, i cetrioli, la rucola, l’ortica, il rabarbaro, le rape, il sedano rapa, ecc.

CIBO CRUDO

La rucola ha tantissime proprietà: contiene sali minerali quali ferro, calcio, potassio, magnesio, vitamina C e K, vitamine B6 e B9; è depurativa e drenante, aiuta la digestione, è antiossidante. Ha anche un effetto calmante, se  presa come tisana.

Con la rucola si possono preparare tantissime ricette, alcune delle quali le trovate anche qui nel blog come gli spaghetti vegan al pesto di pomodori secchi e rucola o anche  le linguine rucola e pachino.

La cicoria ha proprietà disintossicanti, diuretiche e depurative. Contiene calcio, fosforo, ferro, potassio, carboidrati, vitamina C, vitamina B, vitamina P e vitamina K.

Veloce da preparare e ottima la cicoria strascinata romana…io ve la consiglio!

L’ortica contiene tantissimi minerali: fosforo, calcio, potassio, ferro, rame, zinco. Contiene, inoltre, vitamina C.

Asparagi e carciofi aiutano nella depurazione del fegato.

 Tra la frutta di stagione ad aprile possiamo trovare le arance, i limoni, i pompelmi, i kiwi, le mele, le pere, le fragole.

Questa frutta è ottima per preparare le centrifughe, particolarmente apprezzate in questo periodo dell’anno.

Come ho scritto nella spesa di marzo, le fragole contengono minerali, vitamine e aminoacidi, hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, depurative, disinfettanti e antisettiche.

Articolo di Assunta Ruscitto

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Non solo piccante: Sua Maestà il PEPERONCINO

Si fa presto a dire “ci vorrebbe un po’ di peperoncino”. Sappiamo realmente ciò di cui stiamo parlando, siamo sicuri di conoscerlo bene?

Gli appassionati risponderanno con fermezza affermativamente, gli altri, invece, potranno scoprire tanti aspetti e retroscena, informazioni ed elementi per poter conoscere e distinguere questo meraviglioso frutto.

Andiamo subito a conoscerlo, partendo dall’inizio. Cominciamo, quindi, col dire che il peperoncino è parente del pomodoro, della patata e del peperone, tutti membri della famiglia delle Solanacee, ed è coltivato in tutto il mondo.

Il peperoncino, le sue proprietà e i suoi benefici erano certamente noti ai messicani già dal 5000 a.C., ma questo giunge a noi grazie a Cristoforo Colombo, che lo porterà dall’appena scoperto continente americano.

Molte sono le specie esistenti di peperoncino, da noi il più diffuso è quello rosso, il Capsicum annuum.

Perché il peperoncino pizzica? La responsabile della piccantezza è la Capsaicina, che a contatto con la lingua stimola i recettori del dolore.

Cos’è il piccante secondo voi, come lo definireste? Non è certo un sapore bensì una sorta di puntura. Ci avete fatto mai attenzione? Provate. Adesso un po’ di chimica.

Il peperoncino è ricco di minerali quali fosforo, selenio, zinco, manganese, rame, ferro, potassio, magnesio, calcio e sodio) e vitamine quali A, B1, B2, B3, B5, B6, C, E, K, J, e ancora alfa e beta carotene, luteina e zeaxantina, cripto xantina beta, licopene.

Oltre a rendere più gustosi i nostri piatti ha molte proprietà salutari.

Contiene molti antiossidanti che aiutano nelle malattie cardiovascolari e a ridurre il colesterolo e i trigliceridi. Creano una barriera per ictus, arteriosclerosi e infarto e riducono il rischio di coaguli del sangue.
CIBO CRUDO
Non solo, infatti il peperoncino rafforza i vasi sanguigni rendendoli più elastici, facilitandone, così, dilatazione e migliorando, di conseguenza. la circolazione corporea.

Un toccasana per il cuore e l’apparato cardiocircolatorio. Il peperoncino fa male allo stomaco? Considerata la piccantezza si sarebbe portati a rispondere di si e che in particolare fa insorgere bruciori si stomaco.

Falso. A meno che non si abbiano già disturbi a livello gastrico, il peperoncino aiuta il processo digestivo, stimolando la produzione dei succhi gastrici, e dà una mano all’intestino, al cui livello risultano utili anche le proprietà antibatteriche e antisettiche.

Aiuta, inoltre, la cicatrizzazione delle ulcere. Non per niente il peperoncino viene utilizzato in alcune preparazioni come conservante naturale, in particolare nei Paesi del Sud.

Recenti studi gli hanno attribuito anche delle proprietà antitumorali, in particolare per prostata e stomaco.

Utile anche per i diabetici di tipo 2 che se lo assumono hanno bisogno di meno insulina dopo i pasti. Una migliore circolazione aiuta anche i bulbi piliferi e quindi il peperoncino fa bene alla salute dei nostri capelli.

La vitamina C non scarseggia nel nostro frutto rosso, recando benefici alla pelle, proteggendo il corpo da infezioni e ad esempio dallo scorbuto.

Veniamo ora alle note dolenti. Se soffrite di ulcera, gastrite, emorroidi, infiammazioni dell’apparato digerente, è bene starne lontani.

Perché è rosso il peperoncino? Per via dei carotenoidi che contiene in grande quantità, non per nulla è parente dei pomodori e dei peperoni.

Torniamo ora alla piccantezza, cominciando con il dire che questa non risiede nei semi, bensì nella parte interna, dove la capsaicina la fa da padrone.

Come si fa a stabilire il grado di piccantezza.?

Grazie alla Scala di Scoville.  Il chimico Wilbur Lincoln Scoville ha stabilito una scala di gradazione che parte da 0, normale peperone, e arriva a 16 milioni, valore arbitrario dato alla capsaicina pura. L’unità di misura è l’SHU (Scoville Heat Units).

Inizialmente si diluiva estratto di peperoncino con acqua e zucchero e più diluiva maggiore era la gradazione. Il test era effettuato da cinque assaggiatori. Oggi, invece, la tecnologia ha ormai sostituito l’uomo nella valutazione.

Andiamo a vedere la classifica aggiornata:

  1. al primo posto spicca il Carolina Reaper, un incrocio tra il Naga Morich Pakistano e l’Habanero Rosso, prodotto per la prima volta nella Carolina del Sud (Stati Uniti);
  2. medaglia di argento per il Trinidad Muraga Scorpion, proveniente dai Caraibi e dall’America Centrale;
  3. il bronzo se lo aggiudica il Naga Viper, creato il Inghilterra dall’incrocio tra Naga Morich  – Buth Jolokia e Trinidad Scorpion;
  4. sotto al podio, dietro al terzetto , troviamo il Buth Jolokia, incrocio tra la specie cui appartiene il primo classificato (Capsicum chinense) e Capsicum frutescens (Tabasco);
  5. al quinto posto troviamo il Seven Pod Douglah, di Trinidad e Tobago.

Il nostro peperoncino Calabrese raggiunge 20.000 sulla scala. Piccante certo, ma i primi della lista lo sono estremamente di più. Un consiglio. Il bruciore del peperoncino si diluisce nel latte e nell’alcool. Bere acqua pertanto non aiuta. Mangiare mollica di pane o bere latte fresco è il rimedio migliore.

Buon peperoncino a tutti, qualunque esso sia, in polvere o fresco.

Ricordate sempre di maneggiare con cura e se piccantissimo, meglio con i guanti. In ogni caso, dopo esserne venuti a contatto lavare bene le mani ed evitare di toccare occhi e parti sensibili.

Articolo di Alessandro Rotondi

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Benefici delle lampade di sale rosa

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Le lampade di sale rosa si fabbricano dai cristalli di salgemma provenienti dalle miniere del massiccio montuoso Himalayano, formatosi nel corso di milioni di anni.

E’ un sale purissimo, privo di sostanze inquinanti e ricco di sali minerali.

Le lampade possono essere piccole, medie o grandi, a seconda dell’ambiente che dobbiamo illuminare, hanno anche diverse forme, e possono essere messe in tutti gli ambienti della casa.


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Accendere le lampade di sale produce tantissimi benefici:

  • emanano ioni negativi che riducono le radiazioni, disinfettano e purificano l’aria;
  • la presenza di ioni negativi amplifica il flusso di ossigeno al cervello per cui migliora la concentrazione e l’attenzione;
  • sono deumidificatori naturali in quanto il sale assorbe l’umidità;
  • prevengono la fomazione di muffe;
  • riducono le allergie respiratorie e migliorano le difese immunitarie;
  • combattono l’elettromagnetismo provocato da computer, televisori, ecc.;
  • il colore arancione della luce delle lampade facilita il rilassamento, la creatività e la gioia di vivere; in cromoterapia infatti le tonalità dell’arancione stimolano allegria, serenità ed ottimismo.

Articolo di Assunta Ruscitto

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